I numeri delle ecomafie nel 2013

Un fatturato di 16,7 miliardi di euro, 34.120 reati accertati, 28.132 persone denunciate, 8.286 sequestri. Aumentano i clan coinvolti, quadruplicano i comuni sciolti per infiltrazioni mafiose, salgono gli incendi boschivi, cresce l’incidenza dell’abusivismo edilizio e, soprattutto, raddoppia la piaga della corruzione.

Illegalità ai danni dell’ambiente: molte cifre sono
impensabili, e alcuni indicatori sono addirittura in aumento. Ecco
alcuni scatti di un panorama sociale non rincuorante.

34.120 reati
Nell’ultimo anno, secondo il
rapporto
Ecomafia 2013
presentato da
Legambiente, sono stati 34.120 i reati ai danni dell’ambiente e
della natura accertati in Italia, con 28.132 persone denunciate,
161 arresti, 8.286 sequestri. Tra illegalità in edilizia e
villette abusive, nel giro di rifiuti e discariche, nel traffico di
animali, di opere d’arte e forme di corruzione varie…

16,7 miliardi di fatturato
Le ecomafie e gli affari illegali a danno dell’ambiente fruttano in
tutta Italia 16,7 mld di fatturato.

Il 45,7% degli illeciti in Meridione

Il 45,7% degli illeciti ambientali e’ concentrato nelle quattro
regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Sicilia,
Calabria e Puglia) seguite dal Lazio.

4.173 reati contro il “made in Italy”
Prosegue
anche l’attacco al “made in Italy”: l’anno passato sono state
accertate lungo le filiere agroalimentari ben 4.173 reati penali,
più di 11 al giorno, con 2.901 denunce, 42 arresti e un
valore di beni finiti sotto sequestro pari a oltre 78,4 milioni di
euro.

135 inchieste su corruzione ambientale
Dal
1° gennaio 2010 al 10 maggio 2013 sono state 135 le inchieste
relative alla corruzione ambientale, in cui le tangenti, incassate
da amministratori, esponenti politici e funzionari pubblici, sono
servite a «fluidificare» appalti e concessioni
edilizie, varianti urbanistiche e discariche di rifiuti.

1.026 furti di opere d’arte
Nel 2012 le forze
dell’ordine hanno accertato 1.026 furti di opere d’arte con 1.245
persone indagate e 48 arrestate; 17.338 gli oggetti trafugati e
93.253 i reperti recuperati, per un totale di oltre 267 milioni di
euro di valore di beni culturali sequestrati. Secondo Ibam-Cnr la
perdita del patrimonio culturale costa circa un punto percentuale
del Pil.

Dove le cifre sono in aumento
Allarmante l’aumento del numero dei clan della criminalità
organizzata coinvolti, da 296 a 302. In aumento anche l’incidenza
dell’edilizia illegale, dal 9% del 2006 al 16,9% stimato per il
2013, gli incendi boschivi (+4,6%) e i reati contro gli animali e
la fauna selvatica (+6,4%) che sfiorano quota 8mila a una media di
quasi 22 illeciti al giorno.
Nel ciclo del cemento da segnalare il secondo posto della Puglia
(che per numero di denunciati risulta essere la prima regione), la
leadership tra le regioni del nord della Lombardia, la crescita
esponenziale degli illeciti accertati in Trentino Alto Adige (quasi
triplicati in un anno) e il balzo in avanti della Basilicata, che
con 227 infrazioni sale al decimo posto (nel 2011 era
quindicesima). Nel ciclo dei rifiuti spiccano invece l’incremento
dei reati registrato in Puglia (+24%), al terzo posto dopo Campania
e Calabria, e il quinto posto raggiunto dalla Sardegna. Anche in
questa filiera illegale la provincia di Napoli è al primo
posto in Italia, seguita da Vibo Valentia, dove si registra un
+120% di reati accertati rispetto al 2011.

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