I pesticidi negli alimenti

I pesticidi negli alimenti sono altamente pericolosi e possono danneggiare in vari modi la salute di chi consuma i prodotti dell’agricoltura convenzionale.

I pesticidi negli alimenti sono sostanze chimiche di sintesi che si usano
nell’agricoltura convenzionale per combattere parassiti, malattie e
antagonisti delle piante coltivate. Spruzzati sulle piante durante
il periodo di coltivazione, i pesticidi possono rimanere, in
quantità più o meno consistenti, sul prodotto finale
(frutta, verdura, cereali e così via).

Molti pesticidi, tra quelli comunemente usati, possono avere
effetti negativi sulla salute, anche a seconda della dose che se
ingerisce. I pesticidi possono essere tossici per il sistema
nervoso, i polmoni, l’apparato riproduttivo, il sistema endocrino e
il sistema immunitario; inoltre molto pesticidi sono
cancerogeni.

I residui di pesticidi sugli alimenti, non devono, per legge,
superare delle quantità stabilite pesticida per pesticida.
Purtroppo però la legge considera solo i rischi collegati
all’assunzione dei singoli pesticidi, mentre non si valuta appieno
il rischio della presenza di più pesticidi diversi sul
singolo prodotto, né le sinergie fra sostanze diverse, che
potrebbe essere molto superiore alla semplice somma degli effetti
negativi delle singole sostanze. Del resto, molti pesticidi sono
attualmente usati senza che se ne conosca, necessariamente,
l’effetto a lungo termine, ad esempio per quanto riguarda la
cancerogenicità.

Per tutelare la propria salute, appare quindi importante scegliere
prodotti alimentari privi di residui di pesticidi, preferibilmente
ottenuti con l’agricoltura biologica o biodinamica, in cui non si
fa uso di pesticidi chimici; una scelta “di compromesso” potrebbe
essere quella dei prodotti da lotta integrata, in cui i pesticidi
vengono usati in minore quantità e associati a sistemi
naturali di lotta ai parassiti.

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