I vampiri sono tra noi?

Si tratta di persone che hanno perso il contatto con il proprio sentire, che non sono più in grado di vivere i sentimenti come una risorsa naturale, ma li tratta come cose dannose.

Siamo sicuri che quello del celeberrimo “Conte Dracula” sia
soltanto un mito?
Secondo lo scrittore romano Mario Corte, autore di “Vampiri
Energetici” (ed. Il Punto d’Incontro), le creature succhiasangue
del mito in questione hanno purtroppo un corrispettivo reale nella
vita di tutti i giorni.
Si tratta di quegli individui che, usando varie strategie
all’insegna della manipolazione e della mancanza di rispetto per le
migliori qualità umane, ci sottraggono energia per nutrire
con essa il loro vuoto interiore.

Chissà quante ne abbiamo incontrate di persone così
nella nostra vita, e magari non sempre le abbiamo riconosciute.
Mario Corte le ha studiate, imparando a riconoscerle e a
riconoscere comportamenti vampirici in noi stessi, se e quando ci
sono.
“Ho preso coscienza dell’esistenza dei vampiri energetici solo
pochi anni fa”, racconta, “quando mi sono reso conto che esisteva
un confine molto preciso tra persone ‘comuni’ e altre ‘vaccinate
contro l’elemento S’, dove S sta per Sentimento, cioè
persone che sono state private di energia al punto tale da subire
una sorta di asportazione dei sentimenti più semplici e
umani. E il Vampiro è esattamente questo: qualcuno che non
è più in grado di vivere i sentimenti come una
risorsa naturale, una luce, ma li tratta come cose strane,
complicate, inutili, dannose. Il ricordo di qualcosa che lui non ha
più lo incattivisce, lo spinge a combattere l’Elemento S, a
tentare di debellare anche negli altri sottigliezze, sfumature,
scrupoli e ‘noiose’ necessità di fondare la vita sul senso
di giustizia. Come è avvenuto per lui, pretende che anche
gli altri sostituiscano il sentimento debellato con una serie di
vuote contraffazioni, dal sentimentalismo alla verniciatura
generale di valori politici, ideologici, culturali o puramente
pratici”.

In quest’ottica, l’antidoto è rappresentato dalla
capacità di dare dignità ai nostri sentimenti, di
saper andare per la nostra strada e curare il nostro progetto di
vita, i nostri affetti, i nostri valori, senza “tangenti ai
vampiri”, senza, quindi, lasciarsi risucchiare tempo ed energia da
chi non essendo più in contatto con i propri sentimenti,
vive appropriandosi della vitalità di quelli altrui.
Chi è in contatto col proprio sentire si accorge subito di
quando il suo spazio vitale viene violato e questa consapevolezza
è spesso sufficiente ad erigere uno scudo protettivo che
scoraggia ulteriori invasioni.
“I ‘figli’ della Forza-AntiVampiro – dice l’autore – sono persone
che non lanciano sfide a nessuno ma che, se vengono sfidate da un
predatore, raccolgono ogni sfida, senza eccezioni e senza
esitazioni”.

Giampiero Cara

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