I vegetariani ora hanno le scarpe

Paola Caracciolo, vegetariana, ha realizzato, VegItalianStyle: 5 scarpine da donna in due colori (da 110 euro la scarpa, 140 lo stivale) e sta pensando a 2 modelli da uomo, uno con la cintura abbinata.

Sono circa 6 milioni, in Italia, secondo ricerche AcNielsen, gli
italiani che hanno scelto di
non mangiare più carne
. Chi lo ha
deciso per motivi etici, però, a volte è costretto a
compromessi nel momento non già
del mangiare
, ma di vestirsi. E di calzare un
paio di scarpe.

Il celebre made in Italy è capace di imporsi nel mondo
dello stile, capace di ideare forme e stili sinuosi e lussuosi. Ma
sembra incapace di pensare calzature non fatte di pelle e cuoio,
materiali che chi è divenuto vegetariano
vuole scansare
.

Così una giovane imprenditrice lombarda, Paola
Caracciolo, laurea in economia aziendale, esperienze d’alto profilo
nella consulenza come brand manager e nel marketing della grande
distribuzione, nonché.. vegetariana, s’è fatta la sua
azienda.

E’ partita con un’estesa ricerca sui materiali, non pelle
naturalmente, ma traspiranti, igienici, resistenti, belli, trovando
un ?tessuto non tessuto?. Ha individuato una prima azienda
fornitrice il cui responsabile ufficio stilistico, una vita di
lavoro nel settore calzaturiero, l?ha presa sotto l?ala
protettrice. Ha progettato una nuova filiera produttiva ?di
qualità? per un materiale che in Italia è considerato
?povero?, l??ecopelle?, consegnando a una manifattura (che produce
anche scarpe per Armani, Maxmara) questo materiale. Invece che
farle con la pelle…

Infine il nome, VegItalianStyle: 5 scarpine da donna
in due colori (da 110 euro la scarpa, 140 lo stivale) e sta
pensando a 2 modelli da uomo, uno con la cintura abbinata.

I materiali sono ‘tessuti-stretch’ e ‘tessuto non tessuto’
coagulato, viscosa, con una formulazione fibra/resina che apporta
una sensazione di freschezza al piede. Fodere traspiranti –
approvate APMA-American Podiatric Medical Association – per le
qualità assorbenti, antibatteriche; suole in gomma.

“Il mondo – recita lo slogan – si può cambiare, passo
dopo passo”. E questo è cruelty-free.

Stefano
Carnazzi

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