Igiene alimentare in viaggio

La “vendetta di Montezuma” colpisce il turista disattento, specie nei paesi tropicali o dove l’igiene ambientale è minima.

Quando le condizioni igieniche sono insoddisfacenti, gli alimenti e
l’acqua possono essere contaminati da batteri e microrganismi, che
introdotti con cibi e bevande causano un disturbo molto frequente
tra i viaggiatori: una infezione intestinale che nella grande
maggioranza dei casi è a decorso benigno e si risolve
nell’arco di pochi giorni. La diarrea è un processo
difensivo messo in atto dall’organismo per eliminare i
microrganismi patogeni.

È bene fare molta attenzione a ciò che si ingerisce,
soprattutto nei paesi in via di sviluppo e nelle regioni
tropicali.

Meglio evitare di bere acqua di rubinetto o comunque sfusa. Se si
ordina una bibita assicurarsi che non sia allungata e che non
contenga ghiaccio. Consumare solo bevande imbottigliate o in
lattina, accertandosi che non siano state precedentemente
manomesse: è possibile, ad esempio, rimuovere il tappo delle
bottiglie di plastica, anche senza rompere il sigillo, così
come è facile togliere il tappo a corona delle bottiglie di
vetro per poi rimetterlo a posto. Per maggiore sicurezza far
bollire l’acqua per almeno 10 minuti, meglio se in pentola a
pressione.

Tra i cibi più a rischio spiccano i dolci a base di crema, i
gelati non confezionati, i latticini (latte, panna, burro, formaggi
freschi), i cibi a base di uova (maionese, salse, creme e
così via). Tutti i cibi crudi, sia vegetali che animali,
andrebbero evitati, con l’unica eccezione della frutta che
può essere sbucciata, come arance, pompelmi, mele, banane;
la frutta da sbucciare va comunque lavata, aggiungendo all’acqua un
disinfettante a base di cloro, e lo stesso bisognerebbe fare con
qualunque verdura. Tutti gli alimenti di origine animale devono
essere ben cotti e vanno consumati ancora caldi; se lasciati a
temperatura ambiente potrebbero essere contaminati da insetti o da
altri animali portatori di microrganismi patogeni. Lo stesso vale
per qualunque alimento cotto.

Se ad onta di ogni precauzione la “vendetta di Montezuma” dovesse
farsi sentire, si può mettere un cucchiaino da caffè
di argilla verde ventilata in un bicchiere d’acqua,(sicura),
mescolare per circa un minuto e bere tutto d’un fiato. Dovrebbe
eliminare i sintomi nell’arco di poche ore. Per risolvere del tutto
il problema si può prendere l’argilla due volte al giorno
per due giorni, poi una volta al giorno per una settimana. Agisce
come una sorta di “spugna” minerale, come antisettico e antitossico
dell’apparato digerente e aiuta a reintegrare i sali minerali
persi. Non dimenticate mai di portarne con voi un sacchettino.

Altro rimedio efficace, l’acqua di riso superiore per efficacia a
qualsiasi farmaco e riconosciuta dall’OMS come rimedio elettivo per
la diarrea infantile nei paesi in via di sviluppo. Bollire per
mezz’ora 30-40 gr di riso in 1 litro d’acqua, filtrare e
sorseggiare a più riprese durante il giorno il liquido
ottenuto. In questo modo, le scariche diminuiscono e l’organimo
reintegra i liquidi e i sali minerali perduti.

Francesca Marotta

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