Il cane, i suoi bisogni e l’ambiente domestico

I primi giorni di convivenza con un cane, possono voler dire “rischio pipì” in casa. Ecco alcuni consigli per cominciare con il piede giusto.

Se è un cucciolo tra i 2 e 3 mesi d’età è un
comportamento ahimè, dal punto di vista canino, “normale”.
Nel senso che, considerati i suoi “tempi digestivi accelerati”,
molto difficilmente riusciremo a far coincidere i suoi bisogni con
quelle uscite all’esterno che la nostra routine di lavoro e
famigliare ci permettono.
Un aiuto ci viene dal suo bagaglio genetico. Infatti ogni cane ha
innata la necessità di tener pulito la sua dimora e di
servirsi anche dei suoi bisognini per la sua vita di relazione.
Insomma lui vorrebbe “anche” fare tutto fuori casa, ma non sempre
riesce ad aspettare abbastanza. Sarà utile allora imparare a
giocare d’anticipo, cioè osservare bene quali sono i momenti
in cui comincia a eseguire i comportamenti tipici che precedono il
“patatrack”. Cioè ruotare in tondo e annusare il pavimento,
in questo istante bisognerebbe distrarlo al “brucio”e portarlo
immediatamente all’esterno (o nel luogo che abbiamo deputato allo
scopo) e lasciarlo libero (o al massimo con un guinzaglio
estensibile) avendo l’accortezza di premiarlo immediatamente dopo
che ha evacuato, servendosi di parole molto gentili e carezze o di
un bocconcino particolarmente appetitoso.

Molto utile è anche l’organizzazione degli orari di
alimentazione per far sì che il momento dell’evacuazione
coincida con le uscite. A questo proposito serve segnalare che il
cibo secco (le crocchette) favoriscono un cadenzamento abbastanza
prevedibile delle evacuazioni. Inoltre è indicato farlo
uscire subito dopo i momenti di intensa attività di gioco e
dopo sonnellini di almeno 30 minuti.

E se nonostante queste precauzioni il “patatrack” succede lo
stesso? Primo: non punirlo a cosa avvenuta, si rischia solo di far
sì che, anche all’esterno fin che noi siamo nelle vicinanze,
lui si guarderà bene di rifare ciò per cui è
stato punito, salvo poi farlo in casa dove molto facilmente riesce
a nascondersi sotto qualche mobile. Secondo: non pulire in sua
presenza, ma chiuderlo in un’altra stanza, poi pulire senza usare
prodotti a base di cloro e dopo spruzzare sul posto dell’aceto o
dell’alcool denaturato che, almeno per un po’ di tempo, possono
funzionare da deterrenti olfattivi.

Claudio Ottavio
Medico Veterinario

 

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