Il cerotto magico

Una sostanza, ideata dal farmacologo e bio-ingegnere John Kao, che oltre a proteggere le ferite aiuta anche a guarirle.

L’ingegnoso dispositivo somiglia poco al tradizionale cerotto: si
tratta, infatti, di una gelatina composta di polimeri, che si
solidifica quando viene messa a contatto con una ferita, e contiene
le sostanze necessarie per riparare la lesione.
Ma non solo: Kao ha ipotizzato che le cellule del nostro corpo
crescano all’interno di una sorta di impalcatura molecolare
tridimensionale, che fornisce loro le sostanze necessarie a
svilupparsi – proteine e micronutrienti – ma soprattutto i segnali
che ne regolano l’attività. Sarebbe proprio
quest’impalcatura a rimanere danneggiata quando ci si ferisce,
rendendo così più lento e complicato il processo di
guarigione.
“La maggior parte dei bendaggi disponibili sul mercato si limita a
proteggere la ferita”, spiega Kao, “mentre il prodotto da me creato
(già brevettato da un’organizzazione no profit legata
all’Università, N.d.R.) riproduce l’ambiente in cui le
cellule crescono naturalmente, potenziando la loro capacità
di guarigione”.
La caratteristica più interessante del “cerotto magico”
è la sua versatilità: essendo liquido, e
biodegradabile, si adatta senza problemi a qualunque ferita tanto,
che è stato ipotizzato di utilizzarlo anche per lesioni ad
organi interni, o per drenare le ferite sfruttandone le
caratteristiche di porosità.
Inoltre la composizione del “cerotto in gelatina” può essere
modificata secondo le necessità, inserendovi sostanze attive
per curare la ferita, e persino, è in questa direzione che
stanno proseguendo le ricerche, cellule staminali che potrebbero
servire a rigenerare tessuti danneggiati.

Abigaille Barneschi

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