La swap boutique mette radici

Piccoli esperimenti di eco business crescono. Si spostano in città, mettendo radici.

Vi ricordate? Della swap boutique (da swapping, baratto) avevamo
parlato un po’ di tempo fa. Nata a Milano, in via Asti, circa sei
mesi fa, su iniziativa dell’associazione Atelier del Riciclo di
Grazia Pallagrosi e Chiara Bettelli , ora ha una nuova sede, quella
di via Casale numero 3, tra la stazione di Porta Genova e il
Naviglio Grande, a due passi dalla Zona Tortona che si qualifica
come uno dei punti di Milano più interessanti per il
design.

E’ una realtà che si è evoluta, diventando un concept
store, inaugurato lo scorso 24 marzo: naturalmente la swap
boutique, che funziona esattamente come prima (baratto illimitato
previo abbonamento, da 40 a 200 euro), c’è ancora; si sono
però aggiunti nuovi spazi e servizi.

Perché come sottolinea Grazia, presidentessa dell’Atelier,
“La sostenibilità non è la medicina più o meno
amara contro la crisi economica o il disastro ambientale, ma
soprattutto un’opportunità per trovare l’edonismo
sostenibile: tutti i piaceri della vita e ancora di
più.”

L’ingresso del locale, come fosse una piccola galleria, è
adibito ad area espositiva per opere d’arte ed oggetti di design di
artisti ed artigiani che lavorano con materiali di riciclo o di
recupero. Mettendo in contatto diretto designer e swapper (Grazia
lo definisce un “farmer’s market” del design), l’Atelier consente
l’aquisto dei complementi d’arredo con un considerevole sconto.

Poi c’è la library lounge. Un grande scaffale con libri e
riviste disponibili per chiunque, che si possono consultare
comodamente seduti sui divani presenti nel locale, mentre si beve
un caffè, o si chiacchiera con gli amici o si naviga in
internet, visto che il locale è dotato di free wi-fi.

Nello stesso spazio si svolgeranno mostre e corsi dedicati ai temi
della sostenibilità. “E, molto importante,” continua Grazia
“proposte di riuso e ri-creazione di capi di alta moda con gli
scarti della produzione del tessile griffato piuttosto che con i
vestiti che non trovano nuova vita nelle boutique. E’ un modo di
vivere la moda in forma più creativa!”

Il concept store di Milano non rimarrà un’esperienza
isolata. Sarà replicato in 4 o 5 città italiane entro
fine 2011 e se funzionerà diventerà un franchising.
Per diffondere sempre più un modo diverso e originale per
essere “eco” senza smettere mai di avere stile.

 

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