Fukushima. Il coraggio degli eroi

L’11 marzo 2011 si verifica il terribile incidente alla centrale di Fukushima in Giappone. Disastro con un livello di gravità 7, il più alto nella scala internazionale.

 

Il 26 aprile 1986 scoppia la centrale nucleare di Chernobyl in Ucraina, l’11 marzo 2011 si verifica il terribile incidente alla centrale di Fukushima in Giappone. Disastri con un livello di gravità 7, il più alto nella scala internazionale.

Tecnici di Fukushima al lavoro
Lavoratori impegnati nel processo di decontaminazione della centrale di Fukushima (Photo by Christopher Furlong/Getty Images)

Da Chernobyl a Fukushima, l’orrore continua

Sono passati 25 anni tra i due episodi, ma riaffiorano i ricordi e lo stesso orrore. Le conseguenze di contaminazione di quest’ultima catastrofe si vedranno nel tempo, come a Chernobyl. Secondo Greenpeace i casi di malati di tumori e leucemie in Ucraina sono stati 270.000 di cui 93.000 letali.

Lottare contro le radiazioni

Ma il primo pensiero va ai pompieri, agli operai, ai tecnici che, nel tentativo di limitare i danni, in poche settimane morirono in prima linea contaminati dalle radiazioni. Come allora, oggi, altri lottano contro un nemico invisibile che non lascerà loro scampo. Persone consapevoli del pericolo ma determinate a provare ad ogni costo a vincere questa battaglia.

 

Albero nella zona del disastro nucleare
Albero superstite nei pressi della centrale nucleare di Fukushima Daiichi (Photo by Christopher Furlong/Getty Images)

Moderni samurai

Eroi pronti a regalare al mondo l’atto più generoso: affrontare disagi futuri e sofferenze fisiche, addirittura rischiare la propria vita per gli altri. Una scelta di grande coraggio che si rafforza nella consapevolezza di avere un ruolo determinante per la salvezza di tutti. Ma il nostro è un barbarico mondo indifferente, poco disposto a riflettere su questi nobili sacrifici. Questi uomini sono esempio di amore, eroi silenziosi, samurai di questo tempo. Colleghiamo il nostro cuore e dedichiamo a loro pensieri e sentimenti, i più autentici e profondi. Per non dimenticare, per riflettere, per non ripetere.

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