Il corpo e l’anima

“Il processo di guarigione è l’individuazione che possiamo paragonare ad un ritorno a casa, ad una sorta di rinascita in un Sé autentico e completo”.

Di fronte alla sordità della coscienza talvolta l’urlo del
dolore è l’estrema ratio con cui le zone d’ombra dell’anima
tentano di emergere per farsi ascoltare.

Il concetto di fondo che ispira il libro vede la malattia, il corpo
dolente come specchi di una sofferenza dell’anima. Il vero processo
di guarigione può avvenire, dunque, solo attraverso un
percorso d’individuazione e di consapevolezza di quelle che sono le
aree più vulnerabili della nostra psiche. Ciò che
importa è ritrovare l’immagine che sta dietro il sintomo,
qualunque sintomo, per diventare o tornare ad essere consapevoli
della trama della nostra vita.

Il libro è frutto di un’esperienza personale, che vede
l’autore, psicanalista, nel doppio ruolo di guaritore-malato, nel
solco della tradizione medica antica. Ed è forse per questo
che il linguaggio è lontano da psicologismi e
interpretazioni accademiche, ma si avvicina al ritmo pacato del
colloquio e della poesia.

…qualche riga
“Il processo di guarigione in senso vero è l’individuazione
che possiamo paragonare ad un ritorno a casa, ad una sorta di
rinascita in un Sé autentico e completo. Il paziente non
può scegliere di farlo, né può essere istruito
a farlo, perché non abbiamo a che fare con un processo
logico, realizzabile con la forza della volontà o mediante
un qualche graduale processo razionale. Siamo in presenza di un
miracolo della natura. Tutto ciò che possiamo fare è
motivarci al cambiamento”.

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