Il corvo Vince

Edizioni Del Faro, 2006

Il corvo Vincenzo vince ogni tipo di gara. I suoi voli alti gli
consentono di scoprire scenari, paesaggi e alberi ignoti agli altri
animali. Amato e ammirato da tutti perché è un corvo
che vince, ma senza alterigia, Vincenzo è soprannominato
Vince. Il suo destino era insito nel suo nome.

Un giorno Vince si sente impotente. Sente la tristezza nel cuore
e negli occhi, perché ha la sensazione di non avere proprio
vinto. Sente che non basta essere il più bravo a volare e a
catturare i vermi. C’è di più. Già: ma che
cosa? Deciso a capire, il corvo spicca il volo oltre il bosco.

L’incontro con un drago con cinque teste si rivela fatale. Il
drago non sputa fuoco, come tutti i draghi, bensì ninne
nanne, melodie e poesie. Con soave magia questo animale regala
parole semplici al corvo, che corrono nell’aria leggera. Sono
parole in differenti lingue che insegnano i sentimenti più
puri e più genuini.
Si tratta di un dono davvero prezioso, un dono che rende Vincenzo
degno del suo soprannome.

Se alziamo gli occhi possiamo scorgere Vince che si libra
nell’aria turchina per carpire quei messaggi importanti, per poter
vincere davvero.
Insieme a lui dovremmo fare tesoro dei concetti indicati dal drago,
perché vincere non è solo primeggiare, ma è
soprattutto non perdere i sentimenti fondamentali d’amore, di
speranza e di felicità.

Silvia
Passini

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