Diritti umani

il Dalai Lama in Italia

“La via della pace interiore” si ottiene con la gentilezza, parola di Dalai Lama. Su questo concetto Tenzin Gyatso ha sviluppato la sua filosofia di pace sulla base di un grande rispetto per gli esseri viventi.

Il
Dalai Lama, guida spirituale del buddismo tibetano
,
una volta ha detto: “la mia religione è la gentilezza”. In
verità, se noi tutti adottassimo tale insegnamento e
riuscissimo a realizzarlo nel pensiero e nella pratica quotidiana,
potremmo intraprendere un viaggio interiore capace di farci
ritrovare un rapporto risanante con noi stessi e con gli altri.

Nella tradizione buddista questa condizione si raggiunge con la
meditazione di consapevolezza, mediante la quale è possibile
recuperare la sensazione di un profondo benessere che ci fa sentire
parte integrante del tutto, oltre che a sperimentare la “conoscenza
superiore”.

Ma la meditazione non basta, come ci ricorda il Dalai Lama, se
non è accompagnata dalla pratica della gentilezza amorevole
– cioè il riconoscimento, l’esercizio e la contemplazione
della bontà – che ana ogni separazione fra il sé,
l?umanità e gli eventi.

Ed è proprio questa “La via della pace interiore” di cui
egli parla: rivoluzionare il mondo partendo dalla propria vita. Una
rivoluzione che deve abbandonare il separativismo e lasciare il
posto ad atteggiamenti di inclusività, a giusti rapporti e
alla buona volontà tra gli uomini e le nazioni. E a favorire
la pace sulla terra, costruire la volontà di amare e la
volontà di servire il bene comune, azioni che riflettono
dunque il principio della cooperazione che è l’antitesi
dell’egocentrismo competitivo.

“Al tema della pace interiore come della pace fra i popoli il
Dalai Lama ha dedicato finora tutto il suo impegno – sottolinea il
Ven. Lama Thamthog Rinpoche, direttore spirituale del Ghe Pel Ling
– lo dimostra il premio Nobel per la Pace ricevuto nel 1989 e la
Gold Medal che gli ha attribuito il Congresso americano. Sempre il
Dalai Lama ha sottolineato come le azioni del singolo individuo si
riflettano sugli altri e sul mondo che ci circonda proprio
perché siamo interdipendenti”.

Su questo concetto il Dalai Lama, ribattezzato amorevolmente
Tenzin Gyatso, ovvero “Oceano di saggezza”, ha sviluppato la sua
filosofia di pace sulla base di un grande rispetto per gli esseri
viventi e sull’idea di responsabilità personale che
abbraccia ogni forma di vita.

La sua è una profonda visione di giustizia per tutta
l?umanità alla quale si è dedicato interamente, fin
dalla sua investitura avvenuta nel 1940, con indomita forza morale
e spirituale, con coraggio e sacrifici, incoraggiando la
realizzazione del potenziale umano, adoperandosi per la soluzione
dei conflitti internazionali, per la questione dei diritti umani
(ha ottenuto il sostegno del mondo occidentale per la sua battaglia
in nome dell?autodeterminazione del popolo tibetano), e in quella,
a carattere globale, dei problemi connessi alla noncuranza verso il
delicato equilibrio naturale che mette a repentaglio l’intero
sistema ecologico planetario.

L’unico rimedio a questa tendenza distruttiva è un
comportamento responsabile, riconoscere che l’esistente è
interrelato, che tutto dipende da tutto, e che l’essere umano non
è più separato dal mondo naturale ma è parte
di esso e con esso interagisce in una condizione di empatia.

“A causa di
questa interdipendenza – conclude il lama Thamthog
Rinpoche
– dobbiamo ricordare anche che le nostre
azioni si riflettono sull’ambiente in cui viviamo. Appare evidente
la necessità di riconoscere la dimensione universale delle
nostre azioni e, basandoci su questa consapevolezza, iniziare a
moderarci. Il mondo naturale è la nostra casa, il luogo in
cui viviamo. Averne cura è nel nostro interesse, si tratta
di semplice buon senso. Il potere tecnologico e scientifico sono
cresciuti a un punto tale da minacciare la natura. I problemi
causati dalla nostra negligenza verso l’ambiente ci ricordano con
forza che tutti noi possiamo dare un contributo”.

“E’, dunque, venuto il momento per tutti di cominciare
seriamente a pensare di cambiare i nostri comportamenti – conclude
Lama Rinpoche, richiamando tra l’altro i termini della partnership
con LifeGate – Sono queste le motivazioni che ci fanno aderire al
progetto Impatto Zero.

Dal riconoscimento della propria innegabile relazione con ogni
altra forma di vita sul pianeta, germoglia la comprensione della
responsabilità personale di vivere come cittadino planetario
e di trasformare i propri atteggiamenti di conseguenza.
L’accettazione della responsabilità personale nei piccoli e
grandi problemi, proposta dal Dalai Lama, propone un
esempio contagioso ed irresistibile
.

Maurizio Torretti

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