Lo possiamo chiamare design ecologico?

Una filosofia creativa che, con la collaborazione della tecnologia, reinterpreta i valori della produzione artigianale. Design ecologico?

La categoria design ecologico è nata pochi anni fa e
comprende una serie molto ampia di oggetti diversi tra loro. I
presupposti per questa filosofia progettuale sono in linea di
massima gli stessi che animavano i designer prima dell’avvento
della società dell’usa e getta. Allora artigiano e
progettista erano in genere una sola figura. La realizzazione degli
oggetti era allora legata all’idea di raggiungere la massima
durevolezza e comodità d’uso, di usare in maniera economica
materiali generalmente naturali e creare forme che derivavano dalla
natura del materiale stesso o dalla realtà del luogo.
Reinterpretando questi punti chiave, spesso in maniera originale,
il design ecologico del duemila si oppone al processo di
globalizzazione corrente.

La durata del prodotto è un elemento chiave nel design
ecologico, perché si evita la produzione di rifiuti e il
consumo di nuove materie prime. I manufatti ecologici vengono
realizzati riciclando i materiali oppure riusando i singoli
componenti di oggetti scartati, dove questi risultano smontabili.
Con i componenti tolti dal loro contesto è possibile
disegnare prodotti nuovi. Risultano così completamente
riutilizzabili anche quei manufatti che finora non si era riusciti
a definire “riciclabili”. Una facile “scomponibilità”
corrisponde spesso a linee di prodotti dai prezzi contenuti
perché montabili con facilità dagli utenti stessi. E
coinvolgendo quest’ultimo nella costruzione del suo nuovo mobile o
attrezzo, si ottiene in certi casi un valore aggiunto di tipo
“affettivo”.

L’espressività formale è un altro aspetto
interessante di molti manufatti creati da progettisti ecologici.
Per esempio i prodotti fatti con materiali di scarto delle
lavorazioni industriali più comuni diventano spesso un
caleidoscopio di forme fantasiose e completamente nuove.

Il design ecologico non recupera soltanto i valori tipici delle
produzioni artigianali e semi-artigianali, ma spesso cerca di
coniugarli ad alcune interessanti innovazioni tecnologiche e
scientifiche. Ad esempio, l’uso di macchine sofisticate può
ridurre di molto la quantità degli scarti in fase di
produzione. Oppure proggettando con i principi dell’ergonomia si
ottiene la massima comodità d’uso. Quest’ultima è una
nuova scienza applicata al design che si occupa dello studio delle
esigenze funzionali e delle caratteristiche fisiologiche degli
esseri umani.

Dai nuovi processi creativi e produttivi, caratteristici del design
ecologico, nascono forme nuove ed interessanti che in certi casi
presentano anche prezzi competitivi rispetto a quelli ordinari
(soprattutto se li si rapporta alla durata nel tempo). Ci si
auspica che i nuovi designer si ispirino sempre di più a
questo tipo di filosofia creativa, in quanto la larga diffusione di
oggetti di questo genere può contribuire ad educare gli
acquirenti /consumatori sul valore e sul significato del pensiero e
del modo di vivere ecologico.

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