Il futuro dell’uomo…

…si gioca tra economia ed ecologia. “Modus” anticipa i risultati della più grande ricerca mondiale per valutare lo stato degli ecosistemi.

Alcuni indizi ci sono. Le “guerre per l’acqua” nelle regioni
povere; le reti dei pescatori che ritornano vuote; le stagioni che
“non sono più quelle di una volta” e gli uragani sempre
più frequenti ed intensi…

Indizi. Ma ci sono anche le prove. Scientifiche. Si sa
dell’impennata
della CO2 nell’atmosfera
negli ultimi cinquant’anni,
si sa dell’impiego scriteriato dell’acqua e delle risorse naturali,
proprio di una società (non certo d’una cultura) disattenta
ai limiti della natura e ai moniti degli scienziati.

Ora ne parla l’ONU, che ha promosso
la più grande ricerca mondiale per valutare lo stato degli
ecosistemi
e delle risorse naturali e individuare le
possibilità di azione per un futuro sostenibile.
Possibilità che esistono e che richiedono la partecipazione
di tutti.

E ne parliamo anche noi.

Sabato 9 settembre, alle ore 10 al SANA, Bologna, si tiene
l’incontro ‘Verso una finanziaria più Verde. Il mondo della
produzione, lo sviluppo economico, la conservazione dell’ambiente’
con interventi di Alfonso Pecoraro Scanio, Ministro dell’ambiente,
Monika Zurek – Millennium Ecosystem Assessment (Onu),
Modus e… Simone
Molteni, Impatto Zero – LifeGate.

“Giorno per giorno il pianeta presenta il conto e più che
mai diventa urgente che
gli scienziati si facciano ascoltare – scrive su Modus Pilar de Oliveira –
Se le informazioni scientifiche sugli ecosistemi sono la premessa
per migliorare le scelte dei governi, occorre costruire un ponte
tra la comunità scientifica e tutti i soggetti che possono
contribuire al cambiamento”.

Cioè, tutti noi. Questo è il punto di partenza del
Millennium
Ecosystem Assessment
, l’iniziativa lanciata cinque
anni fa dalle Nazioni Unite. Eccone i risultati, in breve, come li
ha riassunti e anticipati Modus.

I punti fondamentali sui quali concordano i
1.200 scienziati.
Nel corso degli ultimi 50 anni
l?azione umana ha trasformato gli ecosistemi in modo più
radicale che in ogni altra epoca della storia umana… Le
trasformazioni indotte negli ambienti naturali hanno contribuito in
modo determinante al benessere umano e allo sviluppo economico, ma
questi vantaggi rappresentano costi sempre più pesanti in
termini di degrado dei servizi offerti dagli ecosistemi, di
maggiore frequenza di cambiamenti drastici, e aggravamento della
povertà.
Questi problemi peseranno sulla possibilità per le future
generazioni di godere degli stessi vantaggi. È probabile che
nel corso dei prossimi cinquant?anni peggiori il degrado dei
servizi degli ecosistemi e che questo impedisca il raggiungimento
degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development
Goals).
La sfida di invertire la rotta cercando allo stesso tempo di far
fronte alla crescente domanda di servizi può essere vinta,
come indicano alcuni scenari che tengono conto di cambiamenti
significativi nelle politiche e nella loro realizzazione, ma si
tratta di cambiamenti radicali, dei quali oggi non c?è
traccia.

L’ONU, il Ministero dell’Ambiente, Modus, Impatto
Zero
… ci sono. Dobbiamo esserci tutti.

Stefano
Carnazzi

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