Il G8 delle sorprese

Insperate. Inaspettate. Le aperture sul clima da parte del presidente americano George W. Bush sono state la vera sorpresa della riunione del G8 di Heiligendamm. Che sia l’inizio di una nuova era?

Italia, Francia e Germania, in accordo con Canada e Giappone,
non hanno avuto dubbi. Il
cambiamento climatico è in atto
, la scadenza
degli accordi presi a Kyoto, cioè il 2012, è vicina
ed è necessario pensare, subito, al da farsi.

La riduzione delle emissioni di gas serra è stata una
delle tematiche più dibattute durante tutta la sessione del
G8 di Heiligendamm, in Germania, tenutasi tra il 6 e l’8 giugno
scorso. Con importanti aperture da parte di Russia e soprattutto
Stati Uniti che fanno ben sperare.

Bush – che non ha mai voluto firmare il
Protocollo di Kyoto
e che non ha sottoscritto il
documento redatto durante l?ultimo G8 – ha dovuto dichiarare che
“prenderà in seria considerazione” la proposta dei Paesi UE,
Giappone e Canada: ovvero ridurre del 50%, entro il 2050, le
emissioni di anidride carbonica in atmosfera rispetto al 1990.

L’obiettivo è quello di
limitare il riscaldamento globale
, facendo in modo di
non superare i 2 gradi centigradi rispetto all’era preindustriale,
come già consigliato dagli
ultimi rapporti IPCC
.

Il nuovo atteggiamento del presidente americano prepara il
terreno per gli accordi post-Kyoto, di cui si parlerà alla
conferenza di Bali del prossimo dicembre e che dovranno essere
definiti entro il 2009, sotto l’egida dell’ONU.

A questo proposito, sarà fondamentale il coinvolgimento
di Paesi con economie emergenti quali Cina, India, Messico, Brasile
e Sudafrica, ormai tra i
maggiori produttori di CO2
del pianeta, nonché
il dibattito sullo sviluppo delle nuove tecnologie e relativi
settori industriali.

Insomma, a Bali l’ONU riprende a parlare di clima con nuove,
ottime basi. Ma basterà per migliorare la salute della
Terra?

 

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