WS-20: il G-20 dell’etica

Il WS-20, un gruppo di 20 eminenti persone provenienti da tutto il mondo si riunisce ad Hong Kong per definire le direzioni di una nuova civiltà.


Ascolta l’intervista a Ervin Laszlo, fondatore e presidente del
Club di Budapest

Il WorldShift Council è nato nel giugno 2010 in concomitanza
con gli incontri di Toronto del G-20, come una sorta di governo
ombra e ne ricalca il nome con la sigla WS-20. I due movimenti
hanno una matrice comune: la crisi, perché entrambi nascono
per reagire e per affrontare l’uno la crisi economica, l’altro una
crisi più globale, delle coscienze.

 

I membri del WordShift Council, dei quali il fondatore di
LifeGate Marco Roveda fa parte, si sono distinti per un’etica
esemplare e una consapevolezza basata su valori, esperienza
personale. A ognuno di loro è stato richiesto un commento,
un contributo, una dichiarazione sulla società, sui valori,
sull’approccio al mondo che www.worldshiftcouncil.org
riporta per esteso. Tutte queste dichiarazioni, insieme,
costituiscono i semi della bozza di quella che sarà la prima
“Dichiarazione del WS-20″ che verrà distribuita dal Club di
Budapest ai media internazionali e all’opinione pubblica il 21
novembre a Hong Kong, in un meeting che si inserisce nella cornice
dell'”Asia Consciousness
Festival
“. Costruire e scrivere la “Dichiarazione
WS-20” significa confrontare con un approccio olistico e umanistico
l’orientamento di solo stampo politico-economico della
dichiarazione del giugno 2010 del G-20.

 

A proposito delle priorità del WorldShift Council
è direttamente Marco Roveda a rispondere nell’intervista
rilasciata al settimanale “Sette” del “Corriere della Sera”: “Il
punto numero uno è che bisogna distinguere la causa dagli
effetti. Tutti i grandi problemi che affliggono l’umanità
sono derivanti dalla medesima causa, la mancanza di consapevolezza
dell’uomo. Non vedo ancora azioni che promuovano la crescita della
consapevolezza nelle persone, che diffondano i valori della
civiltà, e per civiltà io intendo il rispetto
dell’uomo e dell’ambiente. Un primo risultato di rilievo sarebbe
che i grandi decisori individuassero e mettessero a fuoco la
‘causa’. Ci sono incentivi e sussidi a pioggia, ma non c’è
un euro destinato a diffondere i valori della nuova
Civiltà.”

Lo scopo del WS-20 è quello di dare la dovuta attenzione a
un mondo che sta emergendo oggi, fornendo direzioni nel momento in
cui mancano. Bella la metafora usata nella pagina di presentazione
del sito a questo proposito: con queste direzioni il nuovo mondo
“non sarà più un bambino che va nel bosco per la
prima volta, ma diventerà un movimento informato e
determinato verso una pacifica, giusta e sostenibile
civiltà”.

 

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Un gruppo di 20 eminenti persone provenienti da tutto il mondo si riunisce ad Hong Kong per definire le direzioni di una nuova civilt


Ascolta l’intervista a Ervin Laszlo, fondatore e presidente del
Club di Budapest

Il WorldShift Council è nato nel giugno 2010 in concomitanza
con gli incontri di Toronto del G-20, come una sorta di governo
ombra e ne ricalca il nome con la sigla WS-20. I due movimenti
hanno una matrice comune: la crisi, perché entrambi nascono
per reagire e per affrontare l’uno la crisi economica, l’altro una
crisi più globale, delle coscienze.

I membri del WordShift Council, dei quali il fondatore di
LifeGate Marco Roveda fa parte, si sono distinti per un’etica
esemplare e una consapevolezza basata su valori, esperienza
personale. A ognuno di loro è stato richiesto un commento,
un contributo, una dichiarazione sulla società, sui valori,
sull’ approccio al mondo che www.worldshiftcouncil.org
riporta per esteso. Tutte queste dichiarazioni, insieme,
costituiscono i semi della bozza di quella che sarà la prima
“Dichiarazione del WS-20″ che verrà distribuita dal Club di
Budapest ai media internazionali e all’opinione pubblica il 21
novembre a Hong Kong, in un meeting che si inserisce nella cornice
dell'”Asia Consciousness
Festival
“. Costruire e scrivere la “Dichiarazione
WS-20” significa confrontare con un approccio olistico e umanistico
l’orientamento di solo stampo politico-economico della
dichiarazione del giugno 2010 del G-20.

A proposito delle priorità del WorldShift Council
è direttamente Marco Roveda a rispondere nell’intervista
rilasciata al settimanale “Sette” del “Corriere della Sera”: “Il
punto numero uno è che bisogna distinguere la causa dagli
effetti. Tutti i grandi problemi che affliggono l’umanità
sono derivanti dalla medesima causa, la mancanza di consapevolezza
dell’uomo. Non vedo ancora azioni che promuovano la crescita della
consapevolezza nelle persone, che diffondano i valori della
civiltà, e per civiltà io intendo il rispetto
dell’uomo e dell’ambiente. Un primo risultato di rilievo sarebbe
che i grandi decisori individuassero e mettessero a fuoco la
‘causa’. Ci sono incentivi e sussidi a pioggia, ma non c’è
un euro destinato a diffondere i valori della nuova
Civiltà.”

Lo scopo del WS-20 è quello di dare la dovuta attenzione a
un mondo che sta emergendo oggi, fornendo direzioni nel momento in
cui mancano. Bella la metafora usata nella pagina di presentazione
del sito a questo proposito: con queste direzioni il nuovo mondo
“non sarà più un bambino che va nel bosco per la
prima volta, ma diventerà un movimento informato e
determinato verso una pacifica, giusta e sostenibile
civiltà”.

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