Il giardino botanico alpino “Viotte” del Monte Bondone

Saxifraga arachnoidea, silene elisabethae, leontopodium alpinum: che passione!

Ci sono collezionisti che non prevedono la raccolta di oggetti, ma
che nella loro originalità puntano alla visita di luoghi
davvero unici. Insomma c’è chi, andandosene in giro nei mesi
primaverili ed estivi, non resiste alla tentazione di visitare gli
orti botanici, che offrono a questi singolari collezionisti
emozioni quasi inenarrabili.

Se stai aspettando che il gelo, finalmente, ci dia il suo
arrivederci al prossimo anno e sei alla ricerca di qualche spunto
per future spedizioni, ecco una segnalazione da appuntare sul tuo
taccuino.

Sappi che la montagna che s’innalza proprio a ridosso della
città di Trento, nasconde tesori naturalistici
straordinari.
Salendo in cima al Monte Bondone, raggiunta quota 1500 metri si
scopre una distesa di prati fioriti che in epoche remote era un
grande specchio lacustre. Al centro di questa conca verdeggiante e
assolata, oggi c’è il giardino botanico alpino “Viotte”.
Questo giardino, istituito sul finire degli anni trenta, è
uno dei più estesi di tutte le Alpi.

Nucleo fondamentale dell’orto botanico è il giardino
roccioso ricco di specie officinali spontanee e ornamentali. Si
estende per un ettaro e conserva oltre mille varietà di
piante alpine, con particolare riguardo a quelle a rischio
d’estinzione. Una splendida aiuola di Rabarbaro cinese accoglie il
visitatore e lo invita ad avventurarsi tra la flora euroasiatica di
Alpi, Appennini, Pirenei, Carpazi e Caucaso e a proseguire tra le
rocce che accolgono specie alpine provenienti dalle montagne di
tutto il mondo. Nei restanti nove ettari di boschi e prati protetti
è possibile seguire un itinerario che illustra le specie
arboree e arbustive presenti. Dall’estate scorsa è stato
aggiunto anche un “percorso licheni”.

Per maggiori informazioni:
Giardino botanico alpino delle “Viotte”

Graziella Ceruti

 

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