Il giardino

James Hillmann, il grande psicologo e filosofo americano, propone una riflessione sugli stretti rapporti tra psiche e natura, in una celebre conversazione con la giornalista Silvia Ronchey.

“Noi oggi tendiamo a dimenticare che l’anima non è solo
dentro di noi, ma anche fuori di noi. E quando siamo in un
giardino, che si tratti di un giardino asiatico o di un giardino
alla francese o di qualunque altro tipo di giardino,si manifesta
qualcosa dell'”anima mundi”. L’Anima del Mondo si rende visibile e,
anzi, si mette in mostra.”

Con questa riflessione si apre l’ultimo libro di James Hilman, “Il
piacere di pensare”. Una domanda sorge spontanea: perché
proprio il giardino come immagine per l’anima, invece, per esempio,
di far riferimento a tutta la natura?

Perché il giardino è una metafora della nostra psiche
– spiega Hillman -, con questo delicato e sapiente intreccio di
selvatico e di controllato, di spontaneo e di modellato.
Perché la sua ricchezza e complessità, data
dall’intreccio dei sentieri, dall’alternarsi di prati fioriti e
alberi verdeggianti, dalla vitalità fontane e cespugli
colorati, rispecchia la nostra natura interiore.

Tutto ciò che accade nel giardino, nell’arco delle stagioni,
accade anche nella psiche: “La caduta delle foglie, la paralisi
della vita durante l’inverno, lo schiudersi dei germogli, il
movimento dell’acqua tra le rocce. Sono tutte esperienze che anche
l’individuo fa, solo che le esprime con i concetti complessi della
psicologia, mentre il giardino le esprime con il linguaggio della
natura.”

Il giardino diventa così quella che Jung chiamava la “psiche
oggettiva”. Con i suoi punti più luminosi e quelli
più nascosti, i suoi aspetti più curati e quelli
magari trascurati, i suoi punti di forza, da cui attingere energia
nei momenti di maggior vulnerabilità, e con i sui limiti,
quelle parti di sé su cui ancora è necessario
lavorare per raggiungere una maggior armonia, un equilibrio tra
tutti gli elementi del giardino.

Sì, perché l’anima, come il giardino, “va fatta”,
usando un espressione cara a Socrate, nel senso che va coltivata.
“Richiede attenzione. Richiede bellezza, richiede apprendimento”,
conclude il discorso Hillman.

Marcella
Danon

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