Il Gioco della Trasformazione

Si presenta con un tabellone e delle regole precise, si tratta di uno strumento di comunicazione profonda, che privilegia intuizione e creatività.

Dopo averne fatto l’esperienza qualcuno lo ha definito “monopoli
dell’anima”, al posto delle case si acquistano “consapevolezze”, si
“vendono” i dolori, si trasformano gli schemi di pensiero negativo
in illuminazioni e risorse personali positive. Ma c’è di
più: stupore per le “coincidenze” e la puntualità
delle risposte e trasporto per quelle energie sottili che nel gioco
chiamiamo Life Angels (angeli di vita). Ma anche si sorride, si
condivide comprensione, solidarietà e apprezzamento, senza
forzature né obblighi.

E’ indicato soprattutto nelle situazioni di stress, negli stati
depressivi, in presenza di problematiche relazionali, di malesseri
psicosomatici, di crisi esistenziali, di difficoltà nella
comunicazione o quando si vuole uno spunto e una carica per
raggiungere un obiettivo che si è già
identificato.

Per parteciparvi occorre avere un “proposito”, ossia una domanda
personale e attuale da porre: una crisi esistenziale, relazionale,
il rapporto con se stessi, con i colleghi, la famiglia, un bisogno
di chiarezza in un dato ambito, le proprie paure, il bisogno di
direzione nella vita, il desiderio di realizzare un progetto
preciso.

Tale proposito diventa così lo scopo del “viaggio”, le cui
tappe sono segnate dai dadi (alias il “destino”) che fanno
procedere sul “sentiero”, ricco di caselle simboliche, che
rappresentano un’azione da compiere, che spesso invita a dei
messaggi scritti. Questi sono rappresentativi degli ostacoli
(ciò che va evitato) oppure di risorse da mettere in atto
(ciò che è opportuno fare per raggiungere il
proposito), oppure di energie transpersonali (life-angels), di
miracoli da realizzare, apprezzamenti da offrire, depressioni in
cui rischiare di cadere, liberi arbitri da osare e intuizioni da
mettere alla prova.

Si gioca in gruppo, a numero chiuso, con la guida che facilita la
comprensione del gioco, le sue regole e le dinamiche psicologiche
dei partecipanti. Il Gioco può durare uno o più
giornate e ovviamente non è competitivo, poiché
l’importante è il viaggio e ciò che in esso accade,
è una esperienza, soggettiva, non traducibile con la logica
e soprattutto non è preordinabile, prevedibile,
programmabile…… come la vita, appunto!

Cristina Bassi

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