Il mandala autobiografico

L’esposizione e la stesura della propria biografia permette di riepilogare i momenti cruciali della propria esistenza per ritrovare il filo conduttore della propria storia e mettere a fuoco il proprio “centro unificatore”.

In un mondo che va sempre più di fretta e dove assume sempre
più importanza apparire piuttosto che essere è
difficile trovare momenti da dedicare a una riflessione autentica
su se stessi. Fermarsi, fare il punto della situazione,
riconoscersi all’interno di un percorso esistenziale di cui si
è anche artefici, meditare sul significato consequenziale
delle proprie scelte ovvero sulla propria autobiografia non
è una abitudine largamente praticata. Tuttavia nei momenti
cruciali della vita, momenti di transizione o che richiedono un
atto decisionale, richiamare alla memoria l’intera nostra esistenza
è un atto di grande valore creativo e con una grande
potenzialità terapeutica.

La memoria autobiografica è infatti una risorsa che possiamo
attivare, è depositata dentro di noi e si tratta soltanto di
riuscire a darle una forma compiuta all’esterno di noi stessi
affinché possa trasformarsi in narrazione autobiografica. Un
tempo era più usuale che le persone tenessero un diario, un
bisogno profondo forse oggi a torto ripudiato e soppiantato da
altri modi di espressione. Eppure non a caso in adolescenza questo
bisogno si mostra puntuale e congruente con i compiti esistenziali
che l’età anagrafica richiede: rispondere alle grandi
domande della vita.

La narrazione autobiografica può ridarci il benessere
interiore di cui abbiamo bisogno per operare le nostre scelte, per
andare avanti nei momenti di difficoltà, per trovare in noi
stessi le risposte che andavamo cercando dagli specialisti, sui
giornali, sulle rubriche specializzate.

La narrazione autobiografica può essere “attivata”
autonomamente; la persona può, in maniera del tutto
individuale, organizzando un proprio tempo dedicato alla scrittura,
iniziare a ripercorrere momenti della vita significativi
scrivendoli o registrandoli.

Altre persone possono invece aver bisogno di essere aiutate
attraverso la presenza di un interlocutore che durante dei colloqui
aiuti a ricordare e a narrare e soprattutto a contenere e a dare un
senso positivo alle emozioni più intense.

Un metodo efficace che integra la modalità verbale con
quella delle immagini è un approccio con l’arte terapia
attraverso il mandala autobiografico, un metodo che personalmente
propongo per facilitare l’avvio della narrazione e che può
essere amplificato e modificato a piacere in relazione ai bisogni e
alle capacità della persona.

Nel mandala autobiografico trovano spazio “immagini” che riguardano
il passato, il presente e il futuro della persona; le immagini
utilizzate vengono scelte per simbolizzare eventi o stati d’animo
particolarmente significativi che vengono poi raccontati durante il
colloquio, aprendo ulteriori spazi di approfondimento.

Flavia Facco

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