Il Manifesto dell’Acqua

Al termine di due giornate intense di lavoro, un migliaio di rappresentanti di organizzazioni e movimenti di tutto il mondo ha discusso le alternative alla mercificazione dell’oro blu, proponendo un testo conclusivo.

Ecco alcuni dei punti principali della dichiarazione conclusiva del
Forum, riepilogati da Riccardo Petrella, in attesa del testo
definitivo:

  • L’acqua è un bene comune appartenente a tutti gli esseri
    umani e a tutte le specie viventi del pianeta. Perciò
    l’accesso all’acqua nella quantità e qualità
    sufficiente alla vita deve essere riconosciuto come diritto umano
    universale.

  • La proprietà e la gestione dell’acqua devono essere
    pubbliche. La gestione dell’acqua deve garantire il rispetto degli
    ecosistemi e deve essere finanziata interamente tramite imposte
    locali, nazionali e mondiali, sia sui redditi, sia sul consumo, per
    disincentivare gli sprechi. Il Forum propone nuove istituzioni di
    finanziamento internazionale alternative alle istituzioni
    finanziarie multilaterali (Banca Mondiale, FMI, ecc.) e basate sul
    “partenariato pubblico-pubblico”, anziché
    “pubblico-privato”.

  • Entro la fine del 2003, il Forum vuole lanciare la Campagna
    Sete Zero, come impegno formale a eliminare la sete nel mondo entro
    il 2020, quando il pianeta sarà abitato da 8 miliardi di
    persone. Propone inoltre un’agricoltura basata su modelli
    diversificati in base al territorio, funzionale agli interessi
    della collettività e non del settore agrochimico.
    Agricoltura e alimentazione devono essere posti al di fuori
    dell’Omc; niente più sussidi alle monocolture industriali,
    ma incentivi all’agricoltura e all’allevamento sostenibili, senza
    sprechi.

  • Il principio “Chi inquina paga” non piace al Forum Alternativo,
    che propone di trasformarlo in “Chi inquina non può farlo” e
    critica l’ISO per la fissazione di standard di contaminazione
    troppo tolleranti.

  • Lotta senza quartiere all’inquinamento, quindi, ma anche
    all’ignoranza: sono indispensabili campagne di sensibilizzazione
    del pubblico e informazione nelle scuole, perché non si
    può proteggere il bene comune acqua senza l’attenzione e
    l’impegno individuale.

Paolo Scopacasa

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