Diritti umani

Alex Zanotelli e altri grandi, un appello per la pace

La sera del 22 maggio a Milano il PalaVobis ha ospitato tre grandi testimonial dei diritti umani. Davanti a una grande folla hanno lanciato un messaggio comune

Una sera tiepida, un mare di gente, un’acclamazione all’arrivo di Rigoberta Menchù. La coraggiosa, tenera quanto combattiva attivista sociale ha raggiunto sul palco padre Zanotelli e Gino Strada, uniti da una vita di “guerra alla guerra” vissuta sulla propria pelle e, questa sera, uniti dalla volontà di lanciare un messaggio comune.

“E’ vero che bisogna esser contro le bombe usa e getta di Bin Laden” ha detto il patron di Emergency “ma anche contro quelle Usa”. E quando ha spiegato il perché non ha accettato soldi pubblici per la costruzione dell’ospedale in Afghanistan (“non siamo un’impresa di pulizie”) abbiamo compreso tutto il suo spirito.

padre Alex Zanotelli ha lavorato come missionario in Sudan, Kenia. Ora vive nel rione Sanità di Napoli (foto di Salvatore Esposito/Pacific Press/LightRocket via Getty Images)
Padre Alex Zanotelli ha lavorato come missionario in Sudan, Kenia. Ora vive nel rione Sanità di Napoli (foto di Salvatore Esposito/Pacific Press/LightRocket via Getty Images)

Il missionario Alex Zanotelli, direttore di “Nigrizia” (lo storico giornale dei padri comboniani) ci ha fatto intravvedere con le sue parole squarci delle sofferenze, dell’orrore, degli stenti che affliggono tanti, tanti, tanti esseri, in ogni parte del mondo, dalle periferie della turistica Nairobi ai paesi in guerra.

E Rigoberta Menchù ci ha fatto partecipare, con la commozione e il tremore della sua stessa voce, al genocidio che ha falcidiato il suo popolo, i suoi amici, la sua famiglia.

Ecco l’appello, il richiamo finale a chi c’era, e a ognuno di noi:

Care amiche, cari amici.

Il 10 dicembre 1948 veniva promulgata a Parigi la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. E’ l’elenco di ciò che ogni essere umano deve a tutti gli altri. Dopo oltre cinquant’anni, una grande parte di questi diritti è sconosciuta e calpestata in una grande parte del mondo, per gran parte dell’umanità.

Il mondo dei ricchi e dei potenti si interessa ai diritti dell’uomo solo quando i suoi diritti sono violati, solo quando a violarli è il mondo dei poveri, degli “altri”. La difesa dei diritti si trasforma in punizione armata di chi li infrange, se chi li infrange è già considerato, a qualche altro titolo, “nemico”. 

Possiamo testimoniare di violazioni estreme sottratte a ogni sanzione o denuncia, e nascoste per interesse, ignorate per distrazione, sconosciute per indifferenza.

Vogliamo, soprattutto, testimoniare che i diritti si praticano attivamente, che rispettarli significa agire per attuarli. Vogliamo testimoniare che i diritti aprono orizzonti e possibilità, non oppongono barriere e divieti. La Dichiarazione del 1948 è un programma di amicizia e solidarietà, un progetto concreto e fattibile di umanità…Vogliamo, soprattutto, testimoniare che i diritti si praticano attivamente, che rispettarli significa agire per attuarli. Vogliamo testimoniare che i diritti aprono orizzonti e possibilità, non oppongono barriere e divieti. La Dichiarazione del 1948 è un programma di amicizia e solidarietà, un progetto concreto e fattibile di umanità…

Perché questi diritti sono già sanciti, adesso bisogna che vengano applicati.

Rigoberta Menchù
Gino Strada
Alex Zanotelli

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