Il metano da davvero una mano

Il metano da davvero una mano

L’interesse verso il metano per autotrazione ha inizio in Italia
intorno al 1930, per accentuarsi poi con la Seconda Guerra
Mondiale.
In assenza della benzina gli automobilisti sopperivano
l’alimentazione delle loro vetture con il metano e nei casi meno
fortunati e comunque più frequenti con la carbonella.
La sua economicità e la sua disponibilità sul
territorio italiano, ha consentito alla nostra industria
automobilistica di svolgere un ruolo di avanguardia in questo
campo. Ed è nella zona dell’Emilia Romagna, oggi al primo
posto per numero di vetture circolanti a metano, che si
svilupparono le prime fabbriche pionieristiche per la produzione di
auto alimentate con questo combustibile.

La fine della guerra determinò il ritorno della benzina. Poi
gli anni ’70, con le restrizioni causate dalle crisi petrolifere,
spinsero verso una diversificazione energetica, che valorizzo
nuovamente il metano.
Nel campo dell’autotrazione, l’immagine del metano ha continuato a
essere quella di un surrogato, più economico, ma meno nobile
della benzina. Alla base di questa sottovalutazione vi è il
fatto che le autovetture progettate e prodotte per essere
alimentate a benzina devono essere adattate per poter funzionare
con questo carburante ecologico.
Oggi la crescente attenzione verso le politiche di rispetto
ambientale ha fatto lievitare l’interesse verso il suo impiego.

A confronto con la benzina il metano produce in emissioni il 25% in
meno di CO2 contribuendo così alla riduzione dell’effetto
serra. E impedisce l’immissione di polveri fini (le Pm10,
responsabili dei blocchi parziali e totali del traffico
automobilistico privato), benzene e composti aromatici che
promuovono la formazione di ozono.
Questi dati confermano che il metano è il combustibile
alternativo più pulito attualmente disponibile e che il suo
impiego sui veicoli può abbattere nettamente l’inquinamento
atmosferico derivante dal traffico e creare un ambiente sempre
più a misura d’uomo.

In Italia il Ministero dell’Industria stanzia annualmente degli
incentivi (fino ad esaurimento dei fondi) per l’acquisto di un’auto
nuova alimentata a metano o per la trasformazione a metano di
un’auto entro il primo anno dall’immatricolazione.

Il metano è ampiamente disponibile nel sottosuolo terrestre,
dal quale può essere estratto con dei costi minimi.
Considerando il rapporto esistente tra riserve e consumi mondiali,
le riserve sono sufficienti a coprire il fabbisogno di gas naturale
per altri 63 anni. Ovviamente i dati possono variare con la
scoperta di nuovi giacimenti.
Attualmente in Italia confluiscono tre gasdotti. Uno arriva dalla
Siberia e giunge attraverso l’Austria. Uno arriva dall’Olanda e
scavalca le Alpi italo-svizzere. Un terzo arriva dall’Algeria,
attraversa il canale di Sicilia, sbuca sull’isola e risale tutta la
penisola.

 

Tomaso Scotti

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