
Dafne produce oggetti per il piacere sessuale naturali, vegani e made in Italy, con l’obiettivo di diffondere un’idea di sessualità pulita, libera e sicura.
Il primo museo dedicato ad un prodotto specifico alimentare. Un museo insolito, unico al mondo, a due passi dalla fontana di Trevi.
Nato nel 1993, il Museo Nazionale delle Paste Alimentari apre i
battenti con la scritta ” Se la farina è argento, la semola
d’oro”.
Si, perché forse non tutti sanno che è la semola,
tratta dal grano duro, la madre di tutte le paste secche.
Spaghetti, tortiglioni, fusilli, pappardelle, bucatini, maccaroni,
farfalloni, reginette, bavette, lumaconi, fischietti..pasta fresca
e pasta asciutta, dal Nord al Sud, di tutti i tipi e di tutte le
forme, per tutti i gusti e per tutti i palati.
Ma qual è la sua vera origine?
Sala dopo sala, il percorso guidato alla mostra offre una valida
documentazione sulla tanto amata pasta: un’invenzione tutta
italiana che, con la creazione della “pasta secca”, ha reso
possibile lo sviluppo della pasta alimentare in tutto il mondo
permettendone la perfetta conservazione per mesi ed anche per
anni.
Qualche dato tecnico sul museo non guasta, giusto per conoscere
più da vicino l’organizzazione delle sale e i temi
trattati.
Il museo si sviluppa su due piani.
Al centro della Sala del Grano si trova un’antica monumentale mola
di pietra, denominata “gramola”, che serviva ad amalgamare
l’impasto composto di semola ed acqua. Tutto intorno, sulle pareti,
è sviluppato in varie fasi il racconto della genesi della
pasta e del ciclo che compie la semola prima di giungere
all’impastatrice.
Nella Sala Ligure è invece interessante scoprire come
avvengono i processi produttivi di pastificazione, come nascono i
formati di pasta e le trasformazioni indotte dalla cottura.
Macchine perfettamente conservate e funzionanti nel
paleo-industriale nella Sala Montuschi, mentre nella Sala Santi
Correnti documenti del 1154 dimostrano come in Italia si era
scoperto, fin dal XII secolo, il modo di produrre e conservare la
pasta.
Nella Sala Cordeglio Penel sono esposti vari strumenti per fare la
pasta a mano o per cucinarla e nella Sala Nutrizione è un
piacere scoprire le sue molteplici virtù nutrizionali. E
ancora al piano seminterrato personaggi celebri e curiosità
sulla pasta e il rapporto con l’arte, il cinema e il teatro.
Si racconta così una parte della storia dell’Italia
attraverso la pasta, un cibo che è patrimonio culturale di
altissimo valore, protagonista in un’antica liturgia: la
ritualità familiare del pranzo.
Oltre al percorso espositivo il museo organizza seminari dedicati
alla qualità e alla gestione della qualità
industriale delle paste alimentari per favorire la conoscenza in
ordine agli aspetti alimentare-dietetico, qualitativo-
nutrizionale, qualitativo-produttivo e centro di cultura.
La sede è a Palazzo Scanderbeg che si affaccia sull’omonima
piazzetta nel centro di Roma, ai piedi del Quirinale, vicinissimo a
Fontana di Trevi.
Aperto ogni giorno e domenica ore 9.30 – 17.30
P.zza Scanderberg, 117
00187 Roma
Tel. 06 6991119 6991120
Fax. 06 6991109
www.pastainmuseum.com
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Dafne produce oggetti per il piacere sessuale naturali, vegani e made in Italy, con l’obiettivo di diffondere un’idea di sessualità pulita, libera e sicura.
Alberi, piante rampicanti e specchi d’acqua. Negli stabilimenti del Gruppo Prada il verde avvolge l’architettura.
Le soluzioni di smart home & building automation abilitano la transizione ecologica, come dimostra il Report di sostenibilità “Welcome to the Nice future”.
Naste Beauty è una linea di skincare il cui ingrediente è la pasta di mele, ottenuta recuperando gli scarti della lavorazione di succhi di frutta.
Grazie a Quotidiana, le edicole di Milano trovano una nuova vita come negozi di prossimità. Per riscoprire la vita di quartiere, con un occhio di riguardo per l’ambiente.
Chi ha detto che l’artigianato sia fuori moda? Ta-Daan gli dà una veste nuova e sostenibile, con la sua vetrina digitale per 60 artigiani in sette paesi.
Sex toys rispettosi dell’ambiente, del corpo e della persona: la sessualità è sostenibile e la sostenibilità è sexy, secondo Green Vibes.
Perché vincolarsi alla vita frenetica in città, ora che è possibile lavorare ovunque? Da questa domanda nasce il fenomeno di digital nomad e south working.
La sostenibilità è un punto chiave dell’attività di Silvia Stella Osella, giovane textile designer e nuova protagonista delle nostre Storie in movimento.