Il Paese dei mille valichi

Dalla divisione dell’Impero tibetano, nel 16

Il Ladakh attualmente si trova nell’estremo Nord dell’India,
racchiuso tra le catene montuose dell’Himalaya e gli 8.000 del
Karakorum; per secoli le sue tradizioni sono state protette dalla
difficoltà di accesso a questo territorio circondato da
montagne
e altipiani.

Ladakh significa “il Paese dei mille valichi”. Il Ladakh era un
regno di tipo feudale dove i monasteri fungevano da roccaforti
difensive ed erano il centro della vita, della religione e della
forza di ogni piccolo villaggio. Dopo la seconda guerra mondiale i
nuovi confini videro questo regno annesso al territorio indiano;
fortunatamente l’India concesse ogni libertà di religione e
di tradizioni e grazie a questo, visitare il Ladakh oggi significa
fare un tuffo nel passato ed entrare nel mondo dei monasteri
buddisti
e delle tradizioni tibetane.

Ancora oggi, nel 21° secolo, in Ladakh il monastero è
il fulcro dell’esistenza di ogni villaggio e di ogni oasi verde
dove l’uomo possa convivere con il duro clima, coltivare la terra e
sopravvivere in queste terre di confine.
Ogni monastero si occupa della crescita culturale dei
giovani
, alcuni dei quali diventeranno Lama;
quotidianamente vengono celebrate funzioni religiose che diffondono
tutta la sacralità e la magia tipiche del buddismo tantrico;
periodicamente i lama pronti alla maturità creano
meravigliosi mandala
(geometrie di sabbia colorata che rappresentano il personale
percorso spirituale).

Il momento più sacro, più coinvolgente e
più folcloristico della vita di ogni monastero tibetano
è sicuramente il festival; i festival, chiamati
Chham, sono il momento di ritrovo di tutta la
comunità del villaggio che entra nel monastero per assistere
a danze e
rituali
mistici interpretati dai Lama (vestiti di
colorati broccati e con maschere tradizionali che rappresentano
divinità e demoni).

I festival monastici durano in genere due giorni e hanno dei
periodi fissi; numerosissimi sono i monasteri ancora attivi nel
Ladakh, sia lungo la valle dell’Indo, sia nascosti in impervie
vallate racchiuse tra le montagne, sia posizionati nel mezzo di
estesi altopiani circondati da maestose montagne himalayane.

Tra i monasteri più grandi e imponenti possiamo citare
Thiksey ed Hemis, visitabili in giornata partendo da Leh; Lamayuru,
a due giorni dalla capitale è uno dei più antichi e
domina una vallata lunare al confine con i regni musulmani del
Kashmir. Molto attivi come funzioni religiose, scuola e
università sono i monasteri di Phiang, Likyr e Shey (a pochi
chilometri da Leh); tra quelli più magici, arroccati tra le
montagne o nascosti in vallate poco frequentate ricordiamo Rizong,
Wanlaa, Skurbukan e Korzok. Degno di nota anche il monastero-museo
di Alchi, interamente in legno e tenuto aperto da alcuni Lama
anziani solamente per essere visitato.

Marco
Montecroci

 

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