Il Parco del Curone non vuole le trivelle

Un piccolo angolo di natura, che con i suoi 2.350 ettari di campi, boschi e borghi nulla ha da invidiare al bel paesaggio toscano.

La vicenda
In una Brianza già
“spremuta come un limone” dal punto di vista della
produttività e dell’urbanizzazione, esiste un bellissimo
fazzoletto di verde chiamato Parco di Montevecchia e della Valle
del Curone. Nei giorni scorsi il ministro dello sviluppo economico
Claudio Scajola ha concesso alla società australiana Po
Valley Energy una proroga di 16 mesi per le attività
esplorative del territorio per la ricerca di giacimenti di
idrocarburi. La Po Valley dispone di un piano di investimenti di 20
milioni di euro per l’operazione. Già alla fine degli anni
’90 Agip- Eni, dopo aver effettuato ricerche sulla stessa porzione
di territorio tenta di ottenere l’autorizzazione a realizzare un
pozzo esplorativo. Grazie alla forte reazione degli Enti locali,
del Parco e dei cittadini il progetto viene bocciato dal Ministero
dell?Ambiente nel 2001. Ed è proprio da Agip che Po Valley
acquista in seguito gli studi preliminari. Nel 2008 il Ministero
per lo Sviluppo Economico autorizza l’avvio di una procedura di
ricerca chiamata “Ossola” su un’area di 300 kmq. Anche in questo
caso la risposta istituzionale è forte ma il Ministero
decide comunque di aggiornare la seduta, chiede maggiori
approfondimenti e concede alla società 6 mesi di proroga per
presentare un nuovo progetto (scadenza 10 aprile 2009). La
Provincia di Lecco – spiega ai microfoni di LifeGate Radio Marco
Molgora, assessore all’ambiente della Provincia di Lecco – chiede
informazioni al Ministero riguardo l’esito dell’iter burocratico.
Il Ministero risponde che è giunta della documentazione che
deve ancora essere visionata. Ad ogni chiamata la Provincia riceve
la stessa risposta. La Provincia e il Parco scoprono dai sindaci
convocati (e non da comunicazione diretta del Ministero), che per
il 7 maggio è stata indetta una riunione per avviare il
nuovo progetto. In questa occasione il Ministero fa sapere di aver
accettato la nuova perimetrazione dell’area (30 kmq, in gran parte
situati all’interno del Parco del Curone), che il nuovo progetto si
chiama “Bernaga” e che la Regione è sollecitata ad avviare
una procedura di accompagnamento alla società per la
Valutazione di Impatto Ambientale regionale per scavare un pozzo di
ricerca.

La zona interessata dalla perforazione
Due le località: nel cuore del Parco a Ovest di Bagaggera a
Rovagnate, nella ex cava di argilla censita come geosito e
più a Est, nella zona dell’ex allevamento Quadrifoglio di
Olgiate Molgora. Ma il petrolio non si trova esattamente nei punti
individuati. E’ collocato invece sotto alcuni nuclei abitati.
L’ipotesi è che la trivellazione possa essere obliqua, come
già ipotizzato dall’Agip. I giacimenti petroliferi
individuati dovrebbero trovarsi rispettivamente a 3.500 e 6 mila
metri di profondità. Prosegue Molgora: “All’interno del
Parco ci sono circa un centinaio di attività agricole che
fanno agricoltura di qualità, che puntano sui prodotti
locali e sono arrivati a definire un marchio dei prodotti del
Parco. Numerosissimi sono anche gli agriturismi. C’è
un’intera economia che è cresciuta negli anni proprio grazie
alla bellezza e alla salubrità di quest’area. Inserire in
questo contesto dei pozzi petroliferi è pura follia”.

Il fronte del no
A oggi, hanno deliberato per il no alla perforazione la Provincia e
14 dei Comuni interessati (Brivio, Calco, Cernusco Lombardone,
Imbersago, Lomagna, Merate, Montevecchia, Olgiate Molgora, Osnago,
Perego, Robbiate, Rovagnate, Santa Maria Hoè, Casatenovo,
Sirtori, Verderio Inferiore, Verderio Superiore, Paderno d?Adda,
Bulciago). Contrarie anche le GEV, Guardie Ecologiche Volontarie e
la direzione stessa del Parco. Nella battaglia sembrano unite
trasversalmente le voci dei diversi schieramenti politici,
d?accordo sul fatto che il Parco va lasciato così
com?è. Ma a contrastare il progetto sono soprattutto i
cittadini, organizzati con il comitato civico “No al pozzo nel
Parco del Curone”, che a poche ore dalla sua nascita ha già
raccolto diverse centinai di adesioni.

 

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