Il presepe, una tipica tradizione italiana

Il primo presepe conosciuto perché in parte pervenuto, con sculture a tutto tondo, lo aveva commissionato nel 1283 il Papa Onofrio IV.

Molto prima che dal nord Europa arrivassero le immagini
stereotipate dell’albero da addobbare e di Babbo Natale
diffuso dalla Coca Cola per incentivare gli acquisti natalizi, si
usava allestire dei presepi. All’inizio i luoghi deputati alla
realizzazione del presepe erano chiese e parrocchie, col tempo lo
diventarono anche le case private.

La leggenda vuole che sia stato San Francesco il primo a mettere in
scena con delle sculture la nascita di Gesù nella Santa
notte di Greccio del 1223. In realtà il presepe si è
sviluppato in secoli di raffigurazioni pittoriche e di sacre
rappresentazioni. Il primo presepe conosciuto perché in
parte pervenuto, con sculture a tutto tondo, lo aveva commissionato
nel 1283 il Papa Onofrio IV.

Ogni epoca successiva dava al presepe una propria impronta
simbolica e artistica. Durante il periodo della controriforma (nel
‘500) quando la chiesa si forzava di uscire dalle contraddizioni
tra religiosità e mondanità creatasi durante il
Rinascimento, il presepe divenne un espressione di vera fede e
devozione.

Diversamente ancora nel ‘700, periodo dell’Illuminismo, in cui
prese il sopravvento una corrente razionalista. Comincia il periodo
d’oro per il presepe, prima di tutto a Napoli. Ma a partire proprio
da quella data esso diventa laico, una rappresentazione della vita
quotidiana del popolo e dell’aristocrazia. Non più il
presepe come segno di devozione, ma il presepe come spunto per
raffigurazioni esotiche e fantasiose.

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