Il progetto BigGreen di IBM

Francesco Stronati spiega la cultura dell’innovazione in IBM. In particolare, nell’ambito della tutela ambientale.

“La cultura IBM dell’innovazione è chiara, se
consideriamo gli aspetti tradizionalmente legati alla tecnologia.
La nostra strategia tende però ad un’innovazione
rilevante
non solo riguardo l’azienda, ma anche per il
resto del mondo. La sosteniamo con iniziative che, travalicando
l’aspetto del business, guardino sempre più allle tematiche
sociali”.

I passati successi però, potrebbero essere ben poca cosa
di fronte all’impennata del costo delle risorse disponibli per
l’odierno mondo dell’Information Technology e ai
consumi ad essa associati.

Due esempi concreti allora: “Un centro IT di 25 mila metri
quadri, potrà risparmiare il 42%
dell’energia
, con una riduzione delle emissioni di CO2
pari a 75 mila tonnelate”.

L’utlizzo del software di gestione dell’energia
può ridurre dell’80% dei consumi. Pensate che, se questo
software fosse installato presso tutti i data center degli Stati
Uniti, l’energia risparmiata servirebbe a riscaldare 370 mila
abitazioni per tutto l’inverno. Di fronte a questo problema di
costi ed impatto ambientale, IBM si sta
mobilitando su scala globale.

“La nostra compagnia si è posta l’obiettivo di
risparmiare 5 miliardi di Kwh in un anno, con investimento di 1
miliardo dollari, per ridurre drasticamente i consumi energetici
dei propri data center”.

Questo uno degli aspetti del progetto BigGreen.

Altro esempio è l’Asset Ricovery
Solution
: con questa iniziativa IBM ha gestito nel 2006
oltre 50 mila tonnellate di macchianari usati, riciclandone
più del 90%. Un dato su tutti: un miliardo di computer
saranno obsoleti – quindi spazzatura – entro il 2010 e la maggior
parte delle aziende non ha una politica di smaltimento.

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