Il radon, un gas naturale ma pericoloso

Il radon

Il gas ha origine dal radio per decadimento radioattivo (il nucleo
instabile tende a liberarsi di alcune particelle) con emissione di
radiazioni ionizzanti. E’ la principale e la più comune
fonte radioattiva alla quale siamo esposti. Le sue radiazioni
ionizzanti possono alterare la struttura del DNA delle cellule,
provocando così mutazioni genetiche.
L’O.M.S. ha inserito il gas in un elenco di 75 sostanze da
ritenersi “sicuramente cancerogene”.

In edilizia hanno rilievo le emissioni dal suolo e dai materiali
impiegati nella costruzione.
Così sono a rischio i vani interrati o a diretto contatto
con il terreno, generalmente i piani bassi.
Lombardia e Lazio sono le due regioni che presentano i livelli medi
di radon più alti in tutta Italia.

Il gas infiltrato può essere fermato con semplici
accorgimenti tecnici come la ventilazione, l’isolamento con
piattaforme in cemento, la chiusura delle fessure (vie di fuga) e
la ricopertura dei materiali con particolari intonaci.
Identificarlo, quantificarne la presenza e allontanarlo è in
genere semplice e ha costi accettabili.

Il decreto legge 241 del 2000 impone, seguendo le direttive
Europee, che si eseguano adeguati controlli e vengano rispettati i
limiti negli ambienti di lavoro rispetto alle sorgenti naturali di
radiazioni (radon). I controlli sono obbligatori nei luoghi di
lavoro sotto il livello del suolo, nei posti pubblici come scuole,
cinema, asili, terme e stabilimenti, nei luoghi dove si svolgono
attività estrattive e nei posti di lavoro con particolari
caratteristiche e che possono esporre i lavoratori a prodotti del
decadimento del radon.

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