Il riciclo migliore? E’ “made in China”!

Buone notizie dalla Cina: uno studio condotto dal Forest Trends la segnala come il Paese che ricicla più carta al mondo.

La
Cina
è campione mondiale del riciclo.
Secondo uno studio dell’organizzazione internazionale Forest
Trends, intitolato ‘Environmental Aspects of China’s Papermaking
Fiber Supply’,infatti, uno dei più grandi inquinatori del
pianeta sarebbe il maggiore consumatore di
carta riciclata
per la produzione di imballaggi e
oggetti in cartone.

Dal report emerge che il 60% circa delle fibre usate
nell’industria cartiera cinese proviene da carta da macero
importata da Stati Uniti, Giappone ed Europa.
Le importazioni sono cresciute del 500 per cento nell’arco di un
decennio: si è passati, infatti, dai 3,1 milioni di
tonnellate importate nel 1996, ai 19,6 milioni di tonnellate
importate nel 2006.

Lo studio ha inoltre calcolato che, negli ultimi 4 anni, il
colosso orientale ha salvato dalle discariche di USA e Giappone
circa 64 milioni di tonnellate di carta usata e, solo lo scorso
anno, ha impedito il taglio di circa 54 milioni di tonnellate di

legname
.

Insomma, un primo, importante passo verso la
sostenibilità
.

Eppure, non è tutt’oro quel che luccica. L’utilizzo di
carta riciclata non copre interamente né il fabbisogno
interno, né le esigenze dei Paesi importatori, che
preferiscono prodotti in carta vergine. E la richiesta è in
costante aumento.

Così, grazie al Forest Trends, si scopre che almeno un
terzo della carta prodotta in Cina è fabbricata da legname
di dubbia provenienza, probabilmente da aree di sfuttamento
illegale delle
foreste tropicali
.

Che fare, allora?
Lo studio propone alle compagnie cartiere cinesi di tracciare il
legname, in modo da evitare lo sfruttamento illegale.
Ma non basta. Serve che anche gli importatori (gli stessi da cui la
Cina importa la carta da macero, cioè noi), effettuino
scelte più sostenibili, preferendo prodotti in carta
riciclata a quelli in fibra vergine.

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