Il riscatto degli Ainu

Il governo giapponese ha finalmente approvato la risoluzione che riconosce agli Ainu lo status di popolazione indigena del Giappone.

Dopo vent?anni di dibattito, nel settembre del 2007 l?Assemblea
Generale delle Nazioni Unite ha approvato la Dichiarazione dei
Diritti dei Popoli Indigeni che sancisce il diritto delle
popolazioni autoctone all?identità, alla lingua, alla
formazione, e al mantenimento delle proprie tradizioni.
Ma il governo giapponese si è sempre rifiutato di
riconoscerla. Almeno fino al 6 giugno scorso, quando ha finalmente
approvato all?unanimità una risoluzione che riconosce agli
Ainu lo status di popolazione indigena del Giappone.

Dopo più di un secolo di discriminazione, le
autorità nipponiche hanno riconosciuto le sofferenze e il
razzismo nei confronti degli Ainu che, secondo un censimento del
Ministero addetto alle questioni delle minoranze, sarebbero circa
70mila, compresi i meticci. Si tratta tuttavia di una stima
approssimativa poiché molti di essi nascondono la loro
identità per la vergogna ma soprattutto per evitare
discriminazioni.

Gli Ainu, hanno vissuto per migliaia di anni una vita seminomade
nell?isola settentrionale di Hokkaido, Sakhalin e isole Kurili
(attualmente appartenenti alla Russia) nutrendosi di caccia, pesca
e agricoltura. Tra il 17esimo e il 19esimo secolo, durante il
processo di modernizzazione, le autorità giapponesi
iniziarono lo sfruttamento delle risorse nelle terre tradizionali
Ainu conducendo una subdola politica di assimilazione forzata
basata su vecchi pregiudizi, divulgando l?idea che gli Ainu fossero
esseri inferiori per giustificarne l?oppressione. E con
l?espropriazione delle terre e la sedentarizzazione ebbe inizio la
parabola discendente della cultura Ainu. Nel 1899 con la legge ?
Natives Protection Law? essi furono costretti a condurre
un?esistenza completamente aliena al proprio stile di vita
tradizionale che ne ha sconvolto per sempre l?aspetto ecologico,
economico e sociale. Una condizione comune a molte popolazioni
indigene del mondo.

Studiati e difesi da pochi antropologi ed etnologi (tra gli
altri Fosco Maraini), gli Ainu sono sempre stati ufficialmente
considerati un popolo fantasma dal punto di vista dei diritti –
fino alla metà degli anni ?90 non esisteva nessuna
?questione Ainu?, tuttora molti giapponesi credono che essi siano
degli stranieri o addirittura ne ignorano l?esistenza ? e sono
stati quasi completamente assenti nella sfera politica nazionale.
Ci sono voluti anni di lotte, iniziate negli anni ?70,
perché gli Ainu potessero finalmente avere una
visibilità come cultura autoctona all?interno di uno stato
nazionale.

Con lo status di popolazione indigena gli Ainu possono
finalmente proclamare il loro orgoglio etnico anche se sarà
difficile ottenere risarcimenti economici e soprattutto la
restituzione delle terre. Oggi, gli Ainu occupano soltanto il 10%
del loro territorio originale.

Maurizio Torretti

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