Il sentimento in bocca

In Italia negli ultimi anni il numero dei vegetariani

 

Nei secoli passati l’uccisione degli animali per l’alimentazione
era una pratica assolutamente accettata, anche se con alcune rare
eccezioni nel campo della cultura e della filosofia. Così i
macelli si trovavano all’interno delle città e la gente
facilmente li poteva vedere. Nel tempo invece sono stati
progressivamente spostati in periferia o addirittura fuori dai
centri abitati e la gente non ha più potuto vedere cosa vi
succedeva all’interno.

L’aumentata sensibilità verso gli animali ha fatto vivere
progressivamente come una colpa la loro uccisione ed ecco la
necessità di allontanare i macelli dalla vista delle
persone.

Famose le parole di Linda Mc Cartney: “se i macelli avessero le
pareti di vetro tutti diventerebbero vegetariani”.

Così ai giorni nostri, pochissimi sono in grado di uccidere
gli animali di cui si cibano e quindi preferiscono demandare ad
altri questo compito.
Per eliminare il senso di colpa che molti avrebbero, la
pubblicità contribuisce a parcellizzare e negare la
realtà, presentando immagini di animali felici che d’incanto
arrivano a fare parte di piatti succulenti, negandone a livello
psicologico l’uccisione; diversamente sarebbe molto difficile far
accettare ai consumatori la realtà degli allevamenti
intensivi o comunque l’idea che la tenera bistecca che si sta
mangiando fosse, in origine, parte di un piccolo agnellino.

E’ anche importante osservare come tante persone siano in grado di
mangiare la fettina di bovino o il filetto di pesce, ma non il
pesce tutto intero. Tutti infatti possono vedere che questo
è un animale morto. Eppure esiste sicuramente più
vicinanza emotiva con una mucca che non con un pesce.

Dr. Stefano Cagno
Dirigente Medico Ospedaliero, disciplina Psichiatria

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