Il sorriso dei boschi (diamo i numeri)

Il nostro bosco dietro casa sta bene. Almeno, l’80%. Quasi il 30% del territorio nazionale è ricoperto da superficie boschiva. Ecco i numeri delle foreste italiane.

Tutti i numeri dei boschi in Italia.

10.467.522 ettari, pari al 34,7 della superficie
nazionale

sono gli ettari ricoperti a verde. Più di un terzo della
Penisola è oggi ricoperta di verde! L’Alto Adige, il
Trentino, il Friuli Venezia Giulia, la Liguria, la Toscana,
l’Umbria, l’Abruzzo, la Calabria e la Sardegna risultano avere un
coefficiente di boscosità sensibilmente superiore a quello
nazionale. Il Bosco, con una estensione stimata pari a 8.759.200
ha, copre il 29.1% dell’intero territorio nazionale e i distretti
più densamente boscati sono la Liguria e il Trentino che,
con un grado di copertura percentuale rispettivamente di 62.6 e
60.5%, costituiscono gli unici ambiti amministrativi in cui il
bosco copre più della metà del territorio.
Le Regioni meno ricche di boschi risultano essere la Puglia (7.5%)
e la Sicilia (10.0%). Riguardo alla composizione in categorie
inventariali del Bosco, oltre il 98% è rappresentato da
Boschi alti. Gli Impianti ammontano a 122.252 ha, corrispondenti
allo 0.4% della superficie territoriale nazionale, mentre la
superficie delle Aree temporaneamente prive di soprassuolo è
stata stimata pari a 53.981 ha e rappresenta lo 0.2 % del
territorio italiano.

63,5% della superficie forestale
risulta di
proprietà privata

32,4%
di proprietà pubblica (quasi
il 4% della superficie non è stata classificata). Le
percentuali più elevate di superficie forestale di
proprietà privata si riscontrano in Liguria (82.3%), in
Emilia Romagna (82.0%)e in Toscana (80.0%). In Trentino si
evidenzia invece l’aliquota più alta di superficie forestale
di proprietà pubblica (72.2%).

80,9%
superficie forestale totale del Paese
interessata da vincolo idrogeologico. La percentuale di superficie
di bosco vincolata si mantiene sempre superiore all’80%, con valori
molto alti, oltre il 95%, in corrispondenza di alcuni distretti del
Nord e Centro Italia (Trentino, Alto Adige, Veneto, Umbria,
Toscana). Fa eccezione la Sardegna, dove soltanto il 51% della
superficie del Bosco è sottoposta a vincolo
idrogeologico.

27,5% della superficie forestale nazionale, pari a
2.876.451 ettari
la parte soggetta a vincolo
naturalistico. A livello di distretti territoriali, si nota che la
percentuale di aree boschive tutelate da vincoli naturalistici
è più elevata in alcune Regioni del Centro e Sud
Italia, superando il 50% della superficie del Bosco in Abruzzo,
Campania, Puglia e Sicilia. La Campania svolge un ruolo importante
anche se si considera il contributo di ciascun distretto nel
determinare il totale nazionale di superficie del Bosco soggetta a
tali vincoli, poiché la superficie di Bosco tutelata in
questa regione rappresenta il 9.5% di quella complessiva nazionale.
Considerevoli sono anche i contributi dati dalla Toscana (9.2%) e
dall’Abruzzo (8.3%).

15.4%
i boschi di origine naturale sono meno
di un sesto della superficie complessiva di tutti i boschi. La
maggiore percentuale di boschi con origine naturale si evidenzia in
Sicilia (36.6%), in Abruzzo (32.3%), in Valle d’Aosta (32.0%) e in
Puglia (31.9%).

69,2%
è la parte di boschi in Italia
che ha avuto origine attraverso processi seminaturali, ossia in
seguito ad attività selvicolturali. Per i boschi di origine
seminaturale la loro proporzione a livello nazionale (69%) è
superata in un gruppo consistente di regioni, fra le quali il
Molise (90.3%), l?Umbria (87.1%) e l’Alto Adige (84.6%), mentre
altre regioni, e in particolare la Sicilia (27.4%), presentano
valori molto più bassi.

6,3%
i boschi di origine artificiale
costituiscono la frazione meno rappresentata (mentre per il 9.1%
dei boschi non si dispone di informazioni circa l’origine).
Riguardo ai boschi di origine artificiale, questi sono notevolmente
più rappresentati in alcune regioni, quali la Sicilia
(28.4%), la Calabria (15.9%), la Puglia (12.8%) e la Sardegna
(12.8%).

68,3%
è la parte di boschi italiani che sta bene, che non presenta
danni o patologie evidenti

22,6%
quelli invece interessati da danni o patologie, che assommano
complessivamente a 1.977.221. Tra le patologie e i danni più
comuni si annoverano gli attacchi di parassiti, che interessano il
9% dei boschi, seguiti dai danni provocati da eventi meteorici o
climatici intensi (5.6%) e da pascolo o selvaggina (3.2%).

79,6%
La gran parte dei boschi non è toccata da fenomeni di
dissesto. Invece, il più diffuso tra quelli considerati
è risultato la “caduta o rotolamento di pietre” (6%),
seguìto dai fenomeni alluvionali (4.3%), dalle frane e
smottamenti (3.3%) e infine dalle slavine e valanghe (0.5%). A
livello regionale alcuni fenomeni possono talora assumere
proporzioni più significative; ad esempio in Emilia Romagna
le frane e gli smottamenti interessano il 13.7% della superficie,
in Umbria l’erosione idrica e i fenomeni alluvionali l’8.7%,
mentre in Valle d’Aosta la caduta e il rotolamento di pietre
riguardano il 14.9% dei boschi.

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