Il vento solare? Funziona come la Borsa

I fisici dell’Università di Warwick hanno scoperto che i modelli matematici per prevedere le fluttuazioni del mercato possono servire a studiare il “vento solare”.

Secondo i ricercatori guidati da Sandra Chapman, le affinità
tra due fenomeni così diversi sono particolarmente rilevanti
quando si cerca di prevederne i comportamenti estremi e bizzarri,
un dato questo che rende di particolare attualità la ricerca
inglese.

Lavorando su dati forniti dalla NASA, i fisici hanno scoperto che
le fluttuazioni del vento solare sono caratterizzate da
comportamenti “estremi” e sono più irregolari di altri
fenomeni casuali che abitualmente seguono un andamento stabile, e
più precisamente una curva a forma di campana che i
matematici definiscono curva di Gauss.

Il dato curioso è proprio l’analogia tra il fenomeno fisico
e le fluttuazioni degli indici di borsa: è quindi possibile,
sottolineano gli scienziati che hanno appena pubblicato i primi
dati ottenuti, utilizzare le conoscenze acquisite nell’area della
finanza per capire meglio l’andamento del vento solare. Che
presenta anche altre caratteristiche interessanti: si è
scoperto che le variazioni magnetiche che lo caratterizzano seguono
un andamento “autosimilare”, che rimane cioè invariato su
diverse scale temporali, così come le immagini frattali
mostrano proprietà analoghe se osservate su diverse scale di
grandezza.

In prospettiva, queste scoperte dovrebbero offrire nuove
possibilità di prevedere il comportamento del vento solare,
un elemento importante per capire le perturbazioni magnetiche che
colpiscono il nostro pianeta influenzandone il campo magnetico. E
che potrebbero, secondo studi recenti, avere influenza anche sul
clima. Resta da vedere se queste scoperte ci aiuteranno anche ad
interpretare il, ben più incomprensibile, andamento dei
mercati internazionali.

Abigaille Barneschi

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