Il WTO e i gamberetti

Un’analisi del WTO, World Trade Organization. Nata nel 1993 per far rispettare le norme Gatt in vigore e favorire i flussi commerciali internazionale.


The Corporation
, libro inchiesta di Joel Bakan, mette
così a fuoco il tema WTO.

“In diversi ambiti il WTO ha la facoltà di limitare le
scelte politiche degli stati.

In diverse occasioni, l’Organizzazione mondiale del commercio ha
richiesto a vari Paesi sotto la minaccia di sanzioni la modifica o
l’abrogazione di leggi a tutela dell’ambiente, dei consumatori o di
altri interessi pubblici.

Un esempio è quello di una legge americana che vietava
l’importazione di gamberetti pescati senza un dispositivo di
protezione delle tartarughe marine, che venne giudicato in
violazione delle norme WTO; un altro caso è quello di una
Direttiva dell’Unione Europea che vietava la produzione e
l’importazione di carne di bestiame allevato con ormoni
artificiali, anch’essa giudicata in violazione.

L’impatto del WTO non può tuttavia essere valutato
esclusivamente sulla base delle sue decisioni formali. Come
è proprio di ogni corpo normativo, le regole del Wto
esercitano la loro maggiore influenza attraverso vie informali.

I governi possono arrivare ad autocensurarsi pur di non violare
tali regole – come fece lo Stato del Maryland quando lasciò
cadere una proposta di legge che avrebbe vietato alla pubblica
amministrazione l’acquisto di prodotti da imprese operanti in
Nigeria (uno stato sottoposto all’epoca a una dittatura efferata),
dopo che il Dipartimento di Stato a Washington aveva osservato che
la legge avrebbe esposto gli Stati Uniti a una contestazione in
sede WTO.

I governi possono altresì far ricorso alle norme del WTO
per far pressione su altri governi e costringerli a modificare le
loro politiche, sotto la minaccia di innescare un contenzioso –
come fecero Stati Uniti e Canada per costringere l’Unione Europea a
un dietrofront sulla bozza di direttiva che avrebbe vietato
l’importazione di pellicce di animali catturati con tagliole e di
cosmetici testati sugli animali”.

– Da Joel Bakan, The Corporation, Fandango
2004

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