Immersi nell’elemento primordiale

Immersi nell’acqua le nostre emozioni cambiano, In acqua calda è possibile connettersi a quelle memorie della gestazione, in quella fredda al cambiamento

Tra le tecniche emergenti, il Breathwork, immersi nell’acqua, elemento di primaria importanza e di grande potere
evocativo, che con la sua fluidità ne espande il mondo del
“sentire”. Respirando in acqua, facilmente possiamo lasciarci
trasportare in quell’onda, dove non abbiamo bisogno di controllare
o giudicare ciò che percepiamo, dove le emozioni possono
essere vissute e lasciate andare in un flusso naturale di
accettazione e amore per sé.

Importante è ricordare che in ogni seduta di Breathwork sia
essa individuale o di gruppo, la persona che si appresta a
praticarlo in acqua, venga assistito da un professionista che sia
in grado non solo di sostenerla in maniera adeguata, ma anche di
accogliere ogni vissuto ed esperienza che possa emergere.

Acqua calda o acqua fredda.
In acqua calda è possibile connettersi a quelle memorie
legate al periodo della gestazione e della nascita, mentre in acqua
fedda possono emergere vissuti legati alla paura del cambiamento,
al lasciar andare vecchi atteggiamenti, fino alla paura della
morte.

Diverse sono le posture. Il loro uso dipende dal grado di
confidenza che si ha con l’elemento acqua. Per la prima esperienza,
le persone che hanno un qualche timore, possono iniziare
immergendosi nell’acqua e lasciandosi sostenere in posizione
supina. In questo modo, respiro dopo respiro, possono lasciar
andare tensioni, paure, resistenze e gradualmente rilassandosi tra
le braccia dell’assistente o dell’insegnante. La posizione fetale
è il passo successivo, quando il rilassamento si
approfondisce, è questa la posizione più “attivante”.
Il “respirante” continuando a farsi sostenere, immerge il viso
nell’acqua munito di boccaglio e tappanaso e continua la pratica
della respirazione profonda e circolare.
Molteplici sono le sensazioni, i vissuti, le esperienze fisiche,
mentali ed emozionali che possono “venire a galla” praticando
Breathwork in acqua: memorie del passato, stati “non ordinari” di
coscienza, in cui le coordinate spazio-temporali non assumono le
stesse valenze dei vissuti quotidiani.. ad ogni modo il “viaggio”
compiuto, permette l’apertura delle porte del “mondo interiore”,
rivelando tutti i suoi doni e le sue fragranze.

Keli Procopio

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