Impoverimento del tessuto osseo

Si verifica per circostanze funzionali, ormonali e alimentari. Il suo nome

La prevenzione dell’osteoporosi, l’impoverimento del tessuto osseo, gioca un ruolo fondamentale che
pone l’accento sull’importanza del movimento nello sviluppo e nel
mantenimento del tessuto osseo.
E’ proprio la qualità e la quantità dei movimenti a
determinare la costante rigenerazione ossea, più che
l’assunzione massiccia di calcio. Quest’ultimo anche quando viene
assorbito bene, non può sostituirsi all’attività
fisica. Un uso insufficiente di se’ nel movimento, non riesce a
stimolare la formazione del tessuto osseo che, col tempo,
indebolisce lo scheletro iniziando così il processo di
decadimento.

La natura ha condizionato lo sviluppo delle ossa al movimento
organico. Ecco perché l’apprendimento dei gesti naturali non
può essere ignorato nella prevenzione di questa patologia,
ma deve invece avere un ruolo principale fin da giovani. Il massimo
picco di massa ossea si raggiunge attorno ai venticinque anni, e
fornisce il patrimonio osseo da gestire. Pertanto l’osteoporosi non
è un problema della terza età, e questo messaggio
deve essere comunicato ai propri figli.

Non è mai tardi per recuperare un modo più funzionale
di muoversi, osservando come tutte le parti dell’organismo sono
integrate nelle diverse azioni: la varietà, la forza e la
coordinazione caratterizzeranno il funzionamento individuale e
quindi il tasso di rigenerazione ossea. Una corretta educazione
alimentare completerà il quadro.

Un metodo che può aiutarci ad imparare attraverso il
movimento come le diverse forze viaggiano nella nostra struttura
scheletrica contrastando l’azione della forza di gravità,
è il Metodo Feldenkrais, assieme a tutte quelle discipline
che incoraggiano un uso consapevole del proprio corpo attraverso
l’osservazione:Yoga, Tai Chi, Aikido, ecc.

Maria Luisa Tettamanzi

 

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