Cos’è e a cosa serve il neonato Osservatorio delle dichiarazioni non finanziarie e delle pratiche sostenibili

L’osservatorio raccoglie, analizza e divulga le informazioni non finanziarie diffuse dalle principali aziende italiane con l’obiettivo di valorizzare le pratiche sostenibili.

La direttiva europea 2014/95/UE ha imposto agli stati membri dell’Unione di introdurre un nuovo obbligo in tema di dichiarazioni non finanziarie (Dnf), ovvero quelle informazioni relative ai temi ambientali e sociali, al personale, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione. Se in passato la diffusione di queste informazioni avveniva su base volontaria, a partire dai bilanci del 2017 è diventato un obbligo per molte grandi imprese. L’informativa non finanziaria, in virtù del crescente interesse di investitori e stakeholder verso la responsabilità sociale di impresa, sta diventando sempre più un elemento necessario per la competitività a lungo termine delle imprese europee. Per analizzare e catalogare questa mole di informazioni in progressivo aumento è nato l’Osservatorio delle dichiarazioni non finanziarie e delle pratiche sostenibili.

Giovane donna sul posto di lavoro
La maggior parte delle aziende (36%) che redige una Dnf ha la propria sede legale in Lombardia, mentre i principali settori sono bancario (18%), manifatturiero e finanziario (9%), energia (7%) e servizi pubblici (6%) © Ingimage

Uno strumento per identificare le best practice

Istituito grazie alla collaborazione tra CSR Manager network e il dipartimento degli Studi aziendali e giuridici dell’università di Siena, l’osservatorio ha lo scopo di raccogliere, analizzare e divulgare le informazioni relative alle dichiarazioni non finanziarie redatte dalle principali aziende italiane. “L’osservatorio – si legge nel sito dedicato – si pone l’obiettivo di esaminare lo stato dell’arte e le dinamiche evolutive delle pratiche di contabilità integrata e/o di natura extra-finanziaria per poter identificare le best practice attuate e per formulare linee guida utili a tutti gli operatori”.

 

Come funziona

Il portale dell’osservatorio consente di accedere al database delle dichiarazioni non finanziare raccolte e ad alcune analisi preliminari in forma infografica, permettendo di scaricare tutte le Dnf in formato pdf. I visitatori possono effettuare approfondimenti sui principali temi trattati dalle Dnf, tra cui  il modello di business adottato dalle aziende, i principali rischi gestionali, gli impatti prodotti dai cicli produttivi sull’ecosistema, il rapporto con il personale dipendente e il rispetto dei diritti umani, dei principi di parità di genere e delle diversità sociali nello svolgimento delle attività. L’osservatorio realizzerà inoltre periodici focus tematici, realizzati grazie all’analisi dei dati, relativi alle performance economico-finanziarie, a quelle ambientali, sociali e di governance.

Pannelli fotovoltaici istallati su un terreno
Tra gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, che, secondo l’osservatorio, il 33 per cento delle aziende cita, c’è quello di puntare sulle energie rinnovabili © Ingimage

I primi dati

Fino ad oggi l’osservatorio ha raccolto 211 dichiarazioni non finanziarie relative al periodo amministrativo 2017. Da queste informazioni emerge che il 66 per cento delle aziende è alla prima esperienza di redazione di Dnf. Meno della metà delle imprese, il 48 per cento, redige un piano di sostenibilità, mentre nel 33 per cento dei casi vengono citati gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. “Gli obblighi di legge sulla dichiarazione non finanziaria hanno ampliato la platea delle imprese che mettono a disposizione dati su aspetti ambientali e sociali – ha dichiarato Fulvio Rossi, presidente del CSR Manager network. – Con questa piattaforma, che li rende accessibili a chiunque sia interessato, puntiamo ad aumentarne la conoscenza e l’utilizzo da parte degli stakeholder e delle stesse imprese”.

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