Imre Makovecz, architetto naturale

Il movimento dell’architettura organica ungherese si esprime attraverso le opere di lmre Makovecz, che si basano sulle teorie di Frank Loyd Wright, Bruce Goff, Herb Green, Alvar Aalto e soprattutto sulle idee antroposofiche di Rudolf Steiner.

Negli anni ’60, sia in Europa (Olanda, Germania e Paesi scandinavi)
che in America, riaffiorano nuove esigenze legate al tema
dell’abitazione e si rafforzano le tendenze verso un nuovo
movimento organico. E’ un movimento di opposizione all’ideologia
materialista, alla negazione dello spirito umano, al modo di vivere
monotono e meccanicizzato, alla compressione dello slancio della
libertà di pensiero e, soprattutto, all’architettura
razionalista. Si procede pertanto verso la creazione di
un’architettura basata sulle tradizioni locali, sulla comprensione
delle leggi della natura, sull’esaltazione del rapporto tra l’uomo
e l’universo.

Il movimento dell’architettura organica ungherese si esprime
attraverso le opere di lmre Makovecz, che si basano sulle teorie di
Frank Loyd Wright, Bruce Goff, Herb Green, Alvar Aalto e
soprattutto sulle idee antroposofiche di Rudolf Steiner.
“Nel mio lavoro vedo questo come il più importante di
tutti gli aspetti: in conformità con i miei istinti naturali
e con i miei sforzi coscienti, lavorare alla riscoperta del motivo
della arte folk e, insieme a questa, preparare un’architettura
ungherese del ventesimo secolo credibile ed autentica. Questo mio
doppio lavoro è imbevuto del ‘Goetheanism’ di Rudolf
Steiner.”

Le opere di Makovecz costituiscono un elemento di congiunzione e di
sovrapposizione tra modernità e tradizione. La forma dei
suoi edifici non ricalca i principi classici della geometria, ma
attraverso una reinterpretazione attingono alla simbologia della
tradizione ungherese. Simboli della cultura (il tulipano presente
nella tradizione turca), simboli animali (il falco), simboli
religiosi (la luna e il sole), simboli umani (le finestre adoperate
come occhi o come volti).

Il richiamo alla natura è un elemento costante nelle
realizzazioni di questo architetto: aperture contornate da disegni
naturali (forme di rami ed alberi), disegni di foglie, simboli di
vita che riconducono all’aspetto più selvaggio e arcaico
dell’architettura.

Tomaso Scotti

Articoli correlati
Il bio contro l’allergia

Occhi gonfi, starnuti, difficoltà a respirare? Sono i chiari sintomi dell’allergia, che però possiamo alleviare curandoci con la fitoterapia e oligoterapia