Insieme a Greenpeace per monitorare il mare

Greenpeace, da il via ad un progetto per monitorare i fondale delle aree protette in tutta l’Italia e tutti possono partecipare e dare una mano. Anche tu.

Il primo risultato del progetto DES (Divers Environmental
Survey), organizzato da Greenpeace e da DAN (Diving Alert Network),
è già disponibile sul sito della stessa
organizzazione ambientalista. Lo scopo è quello di
coinvolgere i subacquei, dalle associazioni specializzate (NASE) ai
semplici amatori, per monitorare l’ambiente marino e segnalare
eventuali problemi alle autorità competenti.

11 le AMP considerate: hanno “superato l’esame” a pieni voti
Tavolara, Capo Caccia, Tor Paterno e Ventotene, buone le condizioni
di Portofino, Capo Carbonara e Pianosa mentre a Porto Cesareo e
alle Cinque Terre va solo la sufficienza. Bocciati, invece,
Plemmirio e le Isole dei Ciclopi.

Tra i parametri utilizzati, 4 riguardano lo stato generale dei
fondali (presenza-assenza di mucillagini, rifiuti, reti o lenze
perse, torbidità), 4 il popolamento ittico (in particolare
cernia, corvina, dentice, sarago) ed altri 4 il popolamento del
fondale (sono monitorate posidonia, Pinna nobilis, Caulerpa
racemosa e gorgonie).

Il rapporto mette in evidenza l’esigenza di maggiori controlli, in
particolare sulla pesca di frodo e sull’inquinamento delle acque;
parte dei problemi sarebbero risolvibili attraverso la creazione di
una rete efficace di riserve marine.

Il lavoro dei subacquei per il monitoraggio dei fondali,
comunque, è solo all’inizio. Per sapere come aderire al
progetto, cosa monitorare, dove inviare fotografie e dati raccolti,
si può visitare il sito di Greenpeace o direttamente il blog
dedicato al DES, http://www.greenpeace.it/des/blog.html.

Chiara Boracchi

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