In Perù chi inquina paga il doppio

Il Perù, anche grazie alle proteste degli abitanti, raddoppierà il massimo delle pene possibili per danni ambientali. Lo ha dichiarato Il ministro dell’Ambiente Manuel Pulgar-Vidal.

Uno sversamento di liquami tossici avvenuto a
giugno a causa di un’esplosione all’interno di una miniera di rame
e lo smaltimento illegale di rifiuti nel fiume
Huallaga
da parte di un’azienda che estrae zinco. Sono questi i
due episodi che hanno provocato proteste da parte degli abitanti
del Perù contrari alle attività di estrazione e che ha
spinto il governo a decidere per multe più salate e
procedimenti più snelli per inchieste rapide e efficaci.

Il ministro dell’Ambiente Manuel Pulgar-Vidal ha affermato che
“l’intenzione è di raddoppiare il massimo delle pene possibili
per danni ambientali. Questo è un segnale efficace che
mandiamo ai cittadini che vorrebbero leggi più severe”.
Attualmente le multe oscillano tra i due milioni di soles (circa
600mila euro) a 30 milioni (oltre 9 milioni di
euro).

Il Perù è uno dei più grandi
esportatori – tra gli altri metalli – di oro, argento, rame, zinco
e stagno e il settore minerario attrae investimenti per miliardi di
euro ogni anno, ma non senza proteste visto che i minatori e i
lavoratori impegnati in questo ambito non godono di molti benefici
a livello economico.

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