Ingiusto accesso alle cure nel mondo

Presente in 80 paesi, l’organizzazione umanitaria internazionale e indipendente, Medici Senza Frontiere, ha svolto un’indagine sulla possibilità di cure nei paesi poveri

Siamo in tanti a credere che gli straordinari progressi scientifici
che hanno portato al netto miglioramento del nostro stato di salute
siano appannaggio dell’umanità. Purtroppo la realtà
è ben diversa.

Ogni anno nel mondo 15 milioni di persone muoiono a causa delle
malattie infettive (il 90 per cento nei paesi in via di sviluppo).
Un terzo della popolazione mondiale -2 miliardi di individui- non
ha accesso alle cure sanitarie.
L’accesso ai farmaci essenziali è negato per diversi motivi.
Innanzitutto, il prezzo proibitivo dei farmaci brevettati. Inoltre,
la ricerca medica pubblica o privata trascura le malattie dei
poveri, in buona sostanza le malattie tropicali. Infine, la
mancanza di profitti ha spinto le case farmaceutiche ad abbandonare
la produzione di farmaci per le malattie che affliggono i paesi a
basso reddito, lasciando sul mercato medicinali ormai
inefficaci.

Si può parlare di fatalità quando i farmaci in grado
di curare esistono?
Fonte notevole di profitti per le aziende farmaceutiche, i
medicinali sono diventati un prodotto come un altro che risponde
più a logiche di mercato che a criteri di sanità
pubblica. Per la maggioranza della popolazione mondiale il prezzo
da pagare è esorbitante.

La salute è un diritto fondamentale di tutti. Non
riconoscerlo in una parte del mondo significa metterlo in
discussione per tutta l’umanità. Per questo, Medici Senza
Frontiere, in collaborazione con una vasta rete di Ong locali e
internazionali, è impegnata da tre anni per portare la
questione dell’accesso alle cure all’attenzione dell’opinione
pubblica mondiale e per inserirla nell’agenda politica della
comunità internazionale.

La Campagna per l’Accesso ai Farmaci Essenziali di MSF, cui
è stato destinato il contributo del premio Nobel per la Pace
del 1999, chiede ai governi di lavorare concretamente nella ricerca
di soluzioni, recuperando la piena gestione delle politiche
sanitarie.

Di seguito i risultati ottenuti in tre anni di campagna:

Riduzione del prezzo dei farmaci: la tri-terapia per un
malato di AIDS non costa più 10.000$ all’anno, come
all’inizio del 2000, ma 209$. Simili riduzioni sono state
conseguite per i prezzi della cura contro la forma multi-resistente
della tubercolosi e per le terapie contro la malaria.

Produzione di farmaci efficaci: i bisogni mondiali di
farmaci per la malattia del sonno sono assicurati per i prossimi 5
anni, grazie agli accordi raggiunti con l’OMS e la casa
farmaceutica Aventis.
Nuove terapie: la Campagna si è battuta per introdurre nuovi
protocolli terapeutici (ad esempio, le combinazioni dell’artemisina
con altri farmaci) contro la malaria, in troppi paesi combattuta
solo con la clorochina, farmaco divenuto quasi ovunque
inefficace.

Ricerca e sviluppo: per promuovere la ricerca e sviluppo nel
campo delle malattie tropicali, MSF propone una nuova iniziativa di
responsabilità pubblica, la DNDi (Drugs for Neglected
Diseases Initiative), creata insieme ad altri istituti di ricerca
del nord e del sud del mondo.

Barbara Galmuzzi

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