Inquinamento e bolle d’aria

Le bolle d’aria presenti nei serbatoi di acqua potabile possono rappresentare un veicolo di trasmissione di germi patogeni e altre sostanze inquinanti.

“Quando si apre una lattina di bibita, si creano delle bollicine
che si spostano velocemente verso la superficie” spiega Paolo
Scardina, ricercatore, “lo stesso avviene nell’acqua prelevata dai
laghi o dai fiumi. Ma quando le bollicine emergono rumorosamente
possono creare nei filtri usati per depurare l’acqua dei
piccolissimi forellini, attraverso i quali le sostanze inquinanti
riescono a passare.

Anche se il filtraggio dell’acqua è il più antico
sistema di depurazione, sembra che nessuno abbia mai pensato a
studiare il problema rappresentato dalle forme d’aria: “sapevano
che le bolle d’aria potevano creare dei problemi, ma non capivamo
come si formassero, o quale fosse il loro effettivo impatto”,
spiega Marc Edwards, il docente che supervisiona il lavoro del
giovane ricercatore di origine italiana, che dopo i primi risultati
ha ottenuto un fido di 150.000 dollari per proseguire i suoi
studi.

Danni ai filtri a parte, infatti, le insidiose bollicine creano
anche altri problemi: prima di tutto, interferiscono con il primo
trattamento di depurazione, che consiste semplicemente nel lasciare
che le impurità più massicce si sedimentino,
depositandosi sul fondo delle vasche: “in questo caso” osserva
Scardina, “le bolle d’aria possono trasportare le impurità
verso l’alto, consentendo loro di superare indenni questa
fase”.

Un problema serio, visto che microscopici parassiti come la Giardia
e il Cyptosporidium, responsabili di gravi patologie
gastrointestinali, non sono sensibili al cloro, e possono essere
eliminati solo attraverso il filtraggio o la sedimentazione. Altri
problemi sorgono alla fine del trattamento: in questo caso, le
bolle che si formano nell’acqua ormai depurata possono ingannare i
sistemi di depurazione, che le individuano come particelle di
sporco anche se si tratta di un fenomeno del tutto innocuo. “Un
dato questo”, conclude Edwards, “che potrebbe mettere in
discussione la validità degli esami per valutare la
qualità dell’acqua”.

Abigaille Barneschi

 

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