Inquinanti nel pesce: la parola a Mario Tringali

Allarme pesce spada nei nostri mari: contengono anche DDT. A denunciare la presenza di inquinanti chimici. è uno studio del WWF e dell’Università di Siena.

Allarme pesce spada nei nostri mari: contengono anche DDT. A
denunciare la presenza di inquinanti chimici in una delle
più prelibate varietà di pesce è uno studio
del WWF e dell?Università di Siena.

Una notizia preoccupante, questa?
Purtroppo certi inquinanti, come il DDT, sono ancora presenti nei
pesci e in quantitativi allarmanti: non solo nel pesce spada ma
anche nel tonno. Ma sono stati rilevati anche altri pesticidi, che
si trovano nella catena alimentare, ovvero non vanno direttamente
al pesce spada ma arrivano a lui attraverso le specie preda, come
ad esempio l?acciuga.

Come fanno questi inquinanti ad arrivare fin al pesce?
Sono il risultato di scarichi tossici delle aziende chimiche o
derivano dal nostro stile di vita quotidiano (detersivi, profumi) o
ancora dai pesticidi in agricoltura che confluiscono nei
fiumi?

Come per i policheti (anellidi marini, vermi come lo spirografo)
così per la stenella striata (cetacei) così per il
pescespada (pesce) gli idrocarburi alogenati( PCB, HCB, DDE) sono
contaminanti ambientali persistenti e distribuiti a livello
globale. PCB è l?abbreviazione di policlorobifenili,
composti chimici contenenti cloro utilizzati in passato nella
sintesi di antiparassitari, erbicidi, preservanti del legno,
vernici, solventi, disinfettanti, come plastificanti nella
produzione di adesivi e come fluidi dielettrici nei condensatori e
nei trasformatori elettrici, ed ancora oggi utilizzati per alcuni
processi industriali. Le classi di isomeri dei PCB maggiormente
rappresentati sono gli esaclorobifenili, generalmente usate in
miscele nel bacino del Mediterraneo. Gli organi maggiormente
colpiti sono: tiroide, adipe, milza. La risposta è che sono
senza ombra di dubbio contaminazioni che derivano da scarichi
incontrollati in mare di materie plastiche e derivati, di
conseguenza dal nostro sistema di vita altamente consumistico. La
cosa che deve farci riflettere è questa: davvero esiste un
sistema efficiente di controllo discariche, ed in mare cosa si
versa? Quali controlli vengono effettuati per quelle navi che
scaricano in mare acque di sentina e cisterna? Tutto influisce a
contaminare gli organismi all?apice della catena alimentare: uomo
compreso.

Esistono percentuali massime consentite per legge, al di
sopra delle quali un pesce si considera “tossico”?

Non si devono superare i 4,0 pg/g peso sul fresco. Direttiva
2002/69/CE
Un esempio: su stenella le concentrazioni sono arrivate a 1213
pg/g (di PCB) su peso fresco nel tessuto adiposo sottocutaneo.

Cosa può fare ognuno di noi, nel suo piccolo, per
far sì che queste cose non accadano più?

Maggior informazione sulle sostanze PCB che utilizziamo e poi
immettiamo nell?ambiente come rifiuto. Avvicinarsi alla cultura
dell?ambiente e accettare i consigli sulla sostenibilità
alimentare. Cosa che in paesi come la Germania e i paesi bassi
è all?ordine del giorno. Denunciare le discariche
incontrollate da scarichi industriali, ed i rifiuti nei canali
torrentizi (principale causa di sostanze di rifiuto d?uso
pubblico). Ogni anno si riversano in mare enormi quantità di
plastiche a causa di piogge torrenziali. Non si deve pensare solo
al disastro per smottamento di terre ma anche a quello che si versa
in mare dai sistemi torrentizi.

A cura di Claudio Vigolo

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