Intervista a Viviana Ribezzo, coordinatrice della campagna “Un’altra alimentazione è possibile”

Mentre i delegati governativi di 181 Paesi del mondo giungevano a Roma per il vertice FAO, centinaia di attivisti dei diritti umani e rappresentanti delle associazioni di volontariato lavoravano per allestire le iniziative di dialogo, le conferenze, il “controvertice”. Viviana Ribezzo

Abbiamo parlato con Viviana Ribezzo di Cosmopolis, che ha
coordinato la campagna “Un’altra alimentazione è possibile”,
di ritorno da Roma.

La manifestazione-corteo di sabato è stata coloratissima: i
media non ne hanno parlato granché – era in concomitanza con
la partita di calcio… La nota di colore è che anche al
forum delle Associazioni, i delegati uomini delle ONG hanno deciso
di spostare l’inizio dei lavori a dopo la partita! Ovviamente le
delegate donna erano alquanto contrariate…
Il “controvertice” è andato bene. Forse, meglio del vertice
FAo ufficiale. Sia nel corteo che nello svolgimento dei dibattiti,
insieme alle Organizzazioni umanitarie (ONG) di tutto il mondo
c’era anche una buona rappresentanza di ambientalisti,
protezionisti, animalisti. Erano nel posto giusto al momento
giusto: mentre un tempo si pensava che i diritti dell’ambiente e
degli animali fossero su un altro piano rispetto ai diritti, ora si
capisce sempre più che tutte le questioni sono
interconnesse: non può esserci un mondo più equo
senza equità verso gli animali e l’ambiente.

Benevolenza e interesse, dunque, per i “nostri” temi.
Benevolenza e soprattutto interesse mostrati dallo stesso direttore
della FAO! Senza che ce l’aspettassimo, con un blitz domenica
è arrivato al Palazzo dei Congressi Jacques Diouf,
accompagnato da Veltroni, per salutare i partecipanti al Forum:
è stato riconosciuto il valore del dialogo con chi, come i
volontari e i missionari, opera per davvero sul campo, invece di
fare i grandi discorsi da capo di governo.

Risultati del Forum, del vostro lavoro?
Stasera – è proprio una new dell’ultima ora – è stato
approvato il documento definitivo dal NGO/CSO Forum il “Piano
d’azione sulla sovranità alimentare” (in inglese). Sono le
linee guida, le proposte che le associazioni di tutto il mondo
porteranno avanti nei rispettivi paesi! Le proposte che la Global
Hunger Alliance e la nostra campagna avevano avanzato sono state
accolte nel documento definitivo.
Nel paragrafo “produzione di cibo sostenibile” ora si
leggerà: “sensibilizzare l’opinione pubblica globale sulla
necessità di evitare o ridurre gli attuali livelli di
consumo di alimenti di provenienza animale” e in un altro punto
“Eliminare il modello industriale di allevamento animale confinato
– fabbriche animali – e i suoi pericolosi effetti sulla salute
umana, sul benessere animale, sull’ambiente – sia nelle nzaioini
sviluppate che in quelle in via di sviluppo. Promuovere opzioni
alternative di mercato su piccola scala, allevamento sostenibile –
includendo i mercati locali, agricoltura che faccia già
parte della cultura locale sostenendo processi di produzione e
possesso del cibo e di messa in commercio cooperativa”.

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