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Veneri in terra, intervista con la scultrice Manuela Fanelli

Abbiamo intervistato Manuela Fanelli, bresciana di nascita e comasca d’adozione. Le sue opere sono raffigurazioni della bellezza femminile in terracotta

Sono esposte dieci sculture in terracotta e quattro bronzi policromi creati da Manuela Fanelli, artista bresciana di nascita e comasca d’adozione.

La scultrice Manuela Fanelli nel suo studio
La scultrice Manuela Fanelli nel suo studio

Manuela Fanelli, qual è il significato del titolo della sua mostra “Veneri in terra”?

Le mie opere sono raffigurazioni della bellezza femminile create in terracotta, il mio materiale preferito. La terracotta, un materiale naturale, trasmette una sensazione piacevole al tatto, è caldo e permette un contatto fisico e diretto con la natura. Questi sono gli elementi fondamentali con i quali ho realizzato le dieci sculture che, insieme a quattro bronzi colorati, rappresentano il mio percorso artistico negli ultimi dieci anni.

A parte la diversità dei materiali usati, le sculture in bronzo hanno qualcosa in comune con quelle in terracotta?

Si, il filo conduttore è la natura. Le terrecotte sono realizzate con un materiale naturale, mentre le sculture di bronzo rappresentano temi legati alla natura: il regno minerale, vegetale e animale.

Che cosa rappresentano le Veneri?

Le Veneri sono un’espressione di pura bellezza dell’universo femminile con i loro corpi perfetti di divinità avvolte da elementi spiraliformi unite a pizzi, tessuti, reti e colori. Io inizialmente parto da figure umane che evocano diverse sensazioni, emozioni e sentimenti e non faccio altro che tradurre tutto questo in scultura.

 

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