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Robert Kennedy III. La voce del fiume

L’intervista esclusiva a Robert Kennedy III, tra passione, impegno e lotta per la protezoine dell’ambiente.

Noi in LifeGate ti seguivamo già da molto, ma
tutti in Italia hanno cominciato a parlare di te da quando hai
deciso di “adottare” il Lambro, dopo lo sversamento di idrocarburi
avvenuto a febbraio. Perché hai deciso di dedicare
attenzione a un fiume lontano dalla tua patria?

Al momento vivo a Milano, quindi il Lambro è vicino a
dove abito. L’associazione di mio padre, la Waterkeeper Alliance,
tutela 250 fiumi in tutto il mondo e cerca di sensibilizzare per
quanto riguarda l’inquinamento, in particolare l’inquinamento
idrico che è un aspetto a cui mi sono interessato fin da
giovane. Questa mattina ho incontrato il Presidente del Parco
Lambro e abbiamo iniziato a parlare delle prime cose da fare per
cercare di ripristinare questa bellezza naturale. Credo che siamo
tutti d’accordo sul fatto che molte persone sono coinvolte nel
Parco Lambro, ma non hanno una voce comune in quanto i loro
interessi sono molto diversi. La prima cosa da fare, soprattutto in
questa fase iniziale, è dare una sola voce, una sola
opinione in modo tale che ci si possa riferire al governo con un
solo rappresentante. Questa credo che sia la cosa più
importante da fare e credo che successivamente i progressi si
vedranno!

In questa direzione, come può ognuno di noi
contribuire positivamente?

Credo che mio papà abbia ragione quando mi dice che la
green economy non è qualcosa che interessa solo i politici,
ma interessa anche i singoli individui. Infatti sono i singoli
individui che devono essere chiamati a contribuire a un mondo nel
quale non bisogna affidarsi semplicemente al petrolio, al carbone,
ai combustibili fossili. Bisogna fare in modo che anche il governo
cambi il suo modo di agire al fine di costruire una comunità
internazionale, dove sono le persone che scelgono quando ci sono
degli interessi che impattano su di loro, come ad esempio il
controllo dei prezzi. Non credo sia necessario che la benzina costi
così cara, quando poi assistiamo a delle fuoriuscite di
petrolio come quella avvenuta nel Golfo del Messico. Quindi da una
parte è necessario investire in nuove risorse, ma anche
fare in modo che siano i consumatori a cambiare il loro modo di
agire, ovviamente attraverso un cambiamento nei governi.

 

Cos’è per te la felicità e come si
può raggiungere?

Per me felicità è stare con gli amici, viaggiare
(io amo l’Italia). Credo che le persone della mia generazione
dovrebbero essere interessate a ciò che è la
felicità per le persone della scorsa generazione, vedere da
dove viene. Ed è una cosa di cui anche il governo dovrebbe
interessarsi. Credo che il governo non abbia molto a cuore il
nostro futuro o lo stia sprecando, possiamo considerare questo
anche in termini di liquidità economica. Io voglio essere
felice e voglio che anche i miei figli e le generazioni future
siano felici, quindi dobbiamo pensare che per essere felici
dobbiamo divertirci, ma fare anche un passo indietro e vedere come
stanno andando le cose. Se poi le cose stanno funzionando, allora
possiamo tutti rilassarci e bere un buon bicchiere di vino.

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