Iraq: Il calore umano corre sul filo

Una nuova strategia si sta diffondendo nei paesi arabi per rincuorare e confortare la popolazione irachena durante il conflitto: telefonate, a caso, a Bagdad, per chiedere notizie e comunicare sostegno.

E’ partita dall’Egitto, la settimana scorsa, l’iniziativa di
“sacrificare” la cifra equivalente a uno spettacolo cinematografico
(8 euro), per l’acquisto di una scheda telefonica, con cui chiamare
in Iraq per offrire una voce di sostegno durante questo momento
difficile.

i primi nove sono fissi, sono il prefisso dell’Iraq, 00964, e di
Bagdad, 1 443 oppure 318 o oppure 527, gli altri quattro sono
digitati a caso, non importa chi risponde, l’importante è
far sentire una voce che chiede notizie e che fa sentire meno soli
i cittadini iracheni.

L’iniziativa si sta diffondendo, la chiamano operazione “Asciugate
le lacrime di Bagdad”, ma c’è chi l’ha ribattezzata “Jihad
al telefono”. Ogni telefonata dura un minuto e l’obiettivo è
farne centomila alla settimana. Chi ha già dato il suo
contributo racconta delle risposte stupite e commosse, di gente che
apprezza profondamente il fatto di non essere stata dimenticata. A
volte sono gli stessi iracheni a dare coraggio agli interlocutori
sconosciuti, che per un istante si trasformano in lontani parenti
preoccupati.

Un’idea che riscalda il cuore e che funge da antidoto alla guerra
spettacolo dissolvendo per qualche istante il muro che separa i
protagonisti dagli spettatori, un’idea che rompe il silenzio
dell’indifferenza, un’idea che trasforma la tecnologia da barriera
a ponte tra la gente.

Una notizia che fa sorgere un sorriso, in una marea di notizie,
purtroppo, “altre”.

Marcella
Danon

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