Risparmi di 400 milioni in bolletta. Ma le rinnovabili non erano un costo?

Tagli alla bolletta degli italiani per 400 milioni di euro, nuovi posti di lavoro e benefici per il Paese da 22 a 38 miliardi di euro da qui al 2030:…

Tagli alla bolletta degli italiani per 400 milioni di euro, nuovi
posti di lavoro e benefici per il Paese da 22 a 38 miliardi di euro
da qui al 2030: sono questi alcuni dei vantaggi di cui stanno
godendo gli italiani e l’economia del nostro Paese grazie alle
fonti di energia rinnovabile.

Althesys presenta il tradizionale Irex Annual Report, intitolato
quest’anno: “L’Italia delle rinnovabili negli scenari globali:
investimenti, competitività e prospettive” a Milano il 3
aprile e a Roma il 19 aprile all’auditorium del
GSE
.

Il settore nel 2011 è continuato a crescere grazie a 223
grandi operazioni industriali-finanziarie tra settore eolico,
fotovoltaico, biomasse, geotermico ed energia dai rifiuti per un
valore – in un solo anno! – di 7,8 miliardi di investimenti.

Rinnovabili e finanza
A presentare questi dati
è l’Irex Annual Report 2012, che verrà illustrato
domani a Milano. “Dall’analisi delle operazioni del 2011 – spiega
Alessandro Marangoni, capo del team di ricerca che ha realizzato il
rapporto – emerge un settore in crescita. In particolare la crecita
interna, per la maggior parte nel fotovoltaico, rimane stabile.
Nella finanza straordinaria invece continua l’aumento delle
acquisizioni per 1,6 miliardi di euro, contro gli 1,3 del
2010″.

Rinnovabili e posti di lavoro
L’indotto e l’occupazione sono le principali voci positive del
bilancio delle rinnovabili, oltre ad effetti sul mercato elettrico
“i cui prezzi nelle ore di picco vengono calmierati – continua
Marangoni – si stima che nel 2011 l’effetto di peak
shaving
(cioè il risparmio nei momenti di picco di
domanda) attribuibile al fotovolcaico sia stato di 400 milioni di
euro”. La maggior parte delle operazioni (53%) è stata nel
settore fotovoltaico, ma rispetto al passato si è ridotta la
taglia degli impianti, inferiori ai 6 mw nell’87% dei casi.
Situazione simile nell’eolico (con il 23% di operazioni ma meno del
24% di mw), dove molte aziende italiane stanno però
investendo all’estero più che nei confini nazionali.

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