Italia fanalino di coda nella Ue per le rinnovabili

A rilevare lo sconfortante dato è una ricerca condotta dall’European Wind Energy Association. Per mettersi in pari l’Italia dovrà acquistare energia da chi ne produce in eccesso.

La ricerca Ewea- La lobby
dell’industria eolica europea (European Wind Energy
Association
) ha stilato la classifica dei paesi Ue per
quanto riguarda gli obiettivi al 2020 della produzione di energia
da fonti alternative.

Il risultato dell’Italia– Sotto di uno 0,9%
rispetto alla soglia richiesta del 17%, il nostro paese ha
informato la Commissione europea che intende utilizzare il
meccanismo di cooperazione per raggiungere il suo obiettivo
nazionale: ciò significa acquistare energia verde da chi ne
produce in eccesso.

Le prospettive per il
Belpaese
– Paradossalmente il risultato negativo
dell’Italia potrebbe rappresentare un volano per il futuro. Il
rinnovo del
Conto Energia
e le connesse agevolazioni governative, infatti,
potrebbero incoraggiare operatori italiani e stranieri a credere
nel settore delle rinnovabili: il mercato italiano quindi, allo
stato attuale risulta essere uno dei più appetibili in Europa,
tanto che si trova al secondo posto subito dopo la Germania.

Gli altri paesi europei– Nel panorama dell’Unione,
tracciato nei Piani di azione, gli altri 25 stati membri prevedono
invece di poter rispettare gli obiettivi fissati da Bruxelles in
materia di energia rinnovabile o addirittura di superarli. Peggio
di noi – in base all’analisi Ewea – sta solo il piccolissimo
Lussemburgo con un deficit del 2,1%. La più virtuosa è
risultata la Bulgaria che superera’ il suo target del 2,8%. Seguono
la Spagna 2,7%, la Grecia 2,2% l’Ungheria 1,7% la Germania 1,6%, la
Slovacchia 1,3%, la Svezia 1,2%, la Lituania 1%, Repubblica Ceca,
Polonia e Olanda 0,5%, la Danimarca 0,4%, la Slovenia 0,3% e Malta
e Austria 0,2%. Gli altri dieci paesi (Belgio, Cipro, Estonia,
Finlandia, Francia, Irlanda, Lettonia, Portogallo, Romania e Gran
Bretagna) chiuderanno il bilancio in pari.

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